Chiara Appendino è sotto scorta da sabato. Come riportano La Stampa e La Repubblica, la prefettura di Torino ha deciso per il dispositivo dopo gli scontri di sabato, scoppiati durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Asilo, terminati con 11 manifestanti arrestati e 215 identificati. La sindaca è finita nel mirino degli anarchici per aver condannato le violenze e, ancor prima, per aver appoggiato lo sgombero, scattato dopo un provvedimento di un gip, su richiesta della Procura, a seguito delle indagini effettuate dalla Digos. “Appendino appesa“, è la scritta lasciata sui muri del centro contro il primo cittadino del M5s.

Una decisione arrivata mentre il questore di Torino, Francesco Messina, sottolinea la saldatura tra gli anarco-insurrezionalisti basati nell’edificio sgomberato e altri ambienti dell’antagonismo tradizionalmente lontani da quel mondo. L’Asilo occupato non era “un centro sociale normale”, ha spiegato il questore dopo gli scontri, ma “la base logistica di una cellula che propugna la sovversione dell’ordine democratico partendo dalla protesta di piazza”. E sabato nelle vie del centro “c’erano soggetti che nulla hanno a che vedere con l’ideologia anarco-insurrezionalista. Una solidarietà che non mi spiego”.

“C’è stata una chiamata alle armi – ha proseguito il questore – Nel corteo di ieri state usate tattiche militari, c’era gente addestrata, giunta da tutta Europa, da Francia, Spagna, Croazia e Serbia. Abbiamo dovuto fronteggiare una situazione complicata, come a Torino non se ne vedevano da anni”. A sorprendere è stata soprattutto la presenza di anime diverse da quella anarco-insurrezionalista: il questore sottolinea che in piazza c’erano gli altri centri sociali torinesi, come Askatasuna e Manituana, i No Tav, gli Studenti Indipendenti e anche due politici: una consigliera comunale di Torino (ex M5S) Debora Montalbano e una di Giaglione, paese della valle di Susa interessato dal cantiere dell’Alta Velocità Monica Gagliardi.

La misura decisa dalla prefettura a tutela dell’Appendino, secondo il quotidiano capitolino, non è una conseguenza della lettera di minacce ricevuta a novembre: “Tu e la tua setta di pazzoidi e falliti 4 stelle avete ucciso Torino – si leggeva – Adesso devi morire. Sappiamo dove vivi tu e la tua famiglia. Dormi molto preoccupata”.