L’Abruzzo è solo molto parzialmente indicativo, con questa astensione ancora meno. Però si vede che il centrodestra ha un risultato importante, ma in linea con gli anni berlusconiani, con la differenza interna per cui la Lega cresce prendendo tanti voti agli alleati (perfino a Fratelli d’Italia che esprimeva il candidato).

Pd e 5s calano (molto più i 5s, perché il risultato del Pd va letto sommando almeno due liste) e per ora sembrano non preoccuparsi di una destra a trazione estrema destra nazionalista e continuano a beccarsi come i capponi di Renzo (ho detto RenzO), ognun godendo delle disgrazie dell’altro. Servirebbe una grande maturazione politica di Pd e 5s, di cui per ora non si vede neanche una premessa.

Da rifiutare ogni lettura idealista/essenzialista tipo “l’Italia è un Paese di destra”. La verità è che in Italia la destra è adulta, mentre le altre forze oscillano tra infanzia, adolescenza e senescenza. La destra sa scomporsi, ricomporsi, adeguarsi ai momenti. Come unica reale ideologia ha la protezione della “roba”: dai migranti, dall’Europa, dalle innovazioni. Chi ha paura di perdere qualcosa (tutti noi) o vede la speranza di guadagnare altro, di avanzare altrove, di reinventarsi, di innovare, di scommettere sul futuro, oppure (se non vede nulla di tutto questo) vota a difesa di quello, tanto o poco, che ha.

Tutti quelli contro la destra sanno indicare i settori sociali da far avanzare (ad esempio con una nuova progressività fiscale)? Sanno indicare i settori cognitivi da rafforzare per creare sviluppo? Sanno delineare strategie moderne, libere e innovative di lavoro? Se non fai questo poi non puoi dire che l’Italia è di destra, è che in Italia c’è solo la destra.

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