Uno dice che “il ridimensionamento della Tav è una supercazzola“. L’altro replica: non intende scambiare l’annullamento dell’Alta velocità sulla Torino-Lione con il voto al Senato sull’autorizzazione a procedere per il caso Diciotti. Botta e risposta a distanza su due temi che hanno infiammato i rapporti nel governo tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Anzi a neanche troppa distanza: i leader del Movimento 5 stelle e della Lega sono infatti entrambi in Abruzzo, dove domenica 10 febbraio si vota per le elezioni regionali.

La campagna elettorale, però, non può che essere densa di riferimenti alla linea politica del governo. Soprattutto alla fine di una settimana che ha visto l’esecutivo prima impegnato con il caso Diciotti e l’autorizzazione a procedere arrivata per Salvini, indagato per sequestro di persona aggravato. Poi, però, l’esecutivo ha vissuto lo scontro intestino sul fronte Tav, con le posizioni di Lega e M5s completamente opposte. “il ridimensionamento della Tav è una supercazzola”, ha detto oggi Di Maio. Già ieri il ministro dello Sviluppo economico aveva assicurato che fino quando il M5s “sarà al governo” la Torino-Lione “non si farà” perché  “le peggiori lobby di questo Paese vogliono che si inizi a farla”. Oggi il vicepremier è tornato sull’argomento: “Per me valgono le priorità: in questo governo ce lo siamo detti chiaramente dall’inizio, ci sono cose su cui siamo d’accordo e altre no. Lavoriamo su quelle su cui siamo d’accordo, altrimenti devo concludere che si spinge su cose su cui non siamo d’accordo per creare tensioni nel governo? Io non lo consiglio”. E se Salvini tira dritto sul Sì alla Tav? “A tirare dritto sono io, perché qui c’è una cosa che qualcuno vuole fare e che il M5s non vuole fare. Non cambiamo idea, perché siamo convinti, come trapelato anche dal Mit, che l’analisi costi-benefici sia negativa. In questo Paese in passato si sono spesi soldi per fare opere ma anche fatte opere per spendere soldi”, ha detto Di Maio.

Impegnato in vari comizi in Abruzzo è anche Salvini, che invece – come è noto – è favorevole all’opera.Prima si fa meglio è“, ha detto il ministro dell’Interno visitando i cantiere di Chiomonte per ribadire il suo sostegno all’opera. Oggi ha controreplicato all’alleato di governo. E a chi gli ha chiesto se fosse disponibile a scambiare lo stop alla Torino-Lione in cambio del voto contrario del M5s all’autorizzazione a procedere nei suoi confronti ha risposto: “Non siamo al mercato. Questo è da vecchi governi, con vecchie regole, ‘mi dai questo e in cambio ti do quest’altrò. Non ho bisogno di aiutini, faccio il ministro, blocco gli sbarchi, sveglio l’Europa, continuerò a farlo. Sulla Tav, aspettiamo i numeri”.

La richiesta di processarlo per sequestro di persona è stata usata dal leader della Lega, per cercare di guadagnare voti alle regionali di domenica prossima. “Avete qui un pericoloso delinquente che rischia sino a 15 anni di carcere perchè ha bloccato lo sbarco di 177 clandestini. Vi annuncio che lo rifarò, perchè in Italia ne sono arrivati anche troppi, perchè prima bisogna occuparsi degli italiani che aspettano un lavoro e una casa”, ha detto il ministro dell’Interno a sant’Egidio. “L’anno scorso – ha aggiunto – ne erano sbarcati più di 5mila. Grazie alle politiche di questo ministro un pò pericoloso ne sono sbarcati 200; ancora 200 di troppo perchè l’obiettivo finale è zero”.

E mentre si attende di capire cosa farà il Movimento 5 stelle, un ex grillino espulso dal Movimento, ma titolare di un seggio nella Giunta per le Immunità del Senato annuncia il suo vot contro il processo a Salvini. Intervistato da Lucia Annanziata a In mezz’ora in più su Rai3, Gregorio De Falco ha detto che non intende “votare sì all’autorizzazione a procedere contro Salvini, ma sto ancora valutando. Devo sentire le opinioni altrui, in giunta siamo in 23 e sono l’ultimo arrivato, voglio sentire tutti gli altri, ascoltarli tutti e capire se il mio convincimento viene modificato – ha spiegato – al momento ritengo che i criteri devono per tenere la qualificazione dell’atto, i criteri miei di valutazione devono essere pertinenti la natura dell’atto”. Intanto il Pd annuncia una mozione di sfiducia contro Salvini: “E’ arrivato il momento di una mozione di sfiducia verso un ministro che ha violato la legge nello svolgere il proprio lavoro”,  ha detto Maurizio Martina, intervenendo dal palco alla Convenzione dei dem.

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