Oggi la mia bacheca Facebook è satura di sostenitori di Maurizio Martina e Roberto Giachetti che pubblicano foto di Nicola Zingaretti al fianco di Massimo D’Alema (risalenti ai tempi dei Ds – credo – almeno a giudicare dalla tinte dei capelli) accusando il primo di avere un accordo segreto per riportare il secondo al timone del Pd. Il tutto in conseguenza di apprezzamenti, più o meno concreti, fatti dal secondo al primo e mai contraccambiati. La circostanza mi porta a riflettere sulle pulsioni più primitive dell’essere umano.

Non so bene se la teoria del gender sia aperta anche alla dalemasessualità. Eppure pare sia uno degli orientamenti sessuali più diffusi nel nostro paese. Dopo bisessualità, eterosessualità e omosessualità, la dalemasessaulità, in costante crescita dagli anni 80, è, infatti, la condizione che nella Scala Kinsey interessa la fetta più rilevante della popolazione italiana, e tal volta può coesistere anche con gli altri orientamenti, in percentuale variabile.

Secondo l’Università del Massachusetts, che ha condotto un’importante ricerca sul tema, la dalemasessualità può avere sia una declinazione positiva che una declinazione negativa.
Mi spiego meglio, può classificarsi “dalemasessuale” sia chi è interessato da passione sentimental-sessuale per il noto esponente politico Massimo D’Alema in senso desiderativo, sia chi ne è interessato in senso oppositivo.

La prima categoria di individui, che chiameremo “dalemapositivi”, provano un’attrazione incontrollabile e tendono a giustificare ogni azione del leader. Come condizione naturale, per quanti sforzi questi facciano, mai potranno modificare la propria inclinazione, arrivando fino a sostenere la necessità di un ritorno del leader sulla scena politica attiva. Come se fossimo ancora nei ruggenti anni 90, citano a memoria interventi a congressi del Pds, raccontano degli scontri con la Cgil di Cofferati e difendono la bicamerale sostenendo teorie del tipo: “Era l’unica strada per costituzionalizzare Forza Italia”.

Ma si spingono ancora oltre. I dalemapositivi pensano che anche oggi D’Alema potrebbe guidare la rinascita della sinistra italiana, lo seguono in partitini dello zerovirgola, lo incoraggiano a fare dichiarazioni pubbliche, ad andare in televisione. Seguendo i propri impulsi, tendono a farsi crescere folti baffi, a sviluppare un linguaggio pacato ma deciso, caratterizzato da un uso eccessivo dell’intercalare “diciamo”, e a vestirsi con abbinamenti “grigio su grigio”.

La seconda categoria, quella dei dalemanegativi, invece, tende ad esprimere le proprie pulsioni in senso oppositivo rispetto all’anziano leader. La tensione sessuale è la medesima ma si declina in una forma ossessiva-repulsiva di desiderio.

Proprio per questa tensione, i dalemanegativi somatizzano la presenza di Massimo D’Alema nel dibattito pubblico. Ascoltano ogni dichiarazione e seguono ogni movimento del leader, ma solo per contestarlo. Utilizzano il di lui posizionamento politico come elemento di orientamento del proprio. Spesso pubblicano foto del leader che lo raffigurano con altri esponenti politici che poi contestano, giudicano attestazioni di stima alla stregua di condanne, ungono di peste chiunque vi si avvicini, anche solo per episodica analogia di ragionamento.

A livello di costume, tendono a radersi, o comunque a mantenere una barba uniforme. Dalla primavera all’estate prediligono indossare camicie bianche con maniche che si arricciano appena sotto il gomito.

Curiosità: molti dei dalemanegativi sono dei dalemapositivi frustrati, mentre, come abbiamo detto, la dalemasessialità positiva è una condizione del tutto naturale.
Non essendo da molto che la dalemasessualità viene studiata, non si hanno per ora molti altri riferimenti.

Personalmente mi ritengo di un altro orientamento, mi inserisco tra coloro che pensano che nel 2019 si possa anche smettere di utilizzare D’Alema come strumento per definire il bene e il male, ma non sarò certo io a voler impedire a un dalemasessuale di esprimere, nella totale libertà, le proprie pulsioni. Anzi, ritengo che la libertà del “be who you are, love who you love” sia inarrestabilmente e giustamente sia il presente che il futuro.

Se ne sono accorti anche i negozi di mobilia. Si vendono sempre meno – pare – camerette rosa ed azzurre e sempre più cameretta neutre, come quella del baby di Harry e Megan Markle. In Italia, vanno ancora fortissimo le camerette coi baffi.

@lorerocchi

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