Insulti e minacce alle famiglie che hanno deciso di accogliere i migranti sgomberati dal cara di Castelnuovo di Porto. Con tanto di striscione di Casapound contro il primo cittadino. Tutto ciò mentre la Prefettura di Roma frena – ma non ferma – il piano di accoglienza diffusa immaginato dal sindaco Riccardo Travaglini. “Per noi è comunque un risultato, perché si tratta di una soluzione di accoglienza che prima non c’era”, spiega il primo cittadino del piccolo comune di 9mila abitanti alle porte della Capitale, in quanto – in deroga al Dl Sicurezza voluto dal ministro Matteo Salvini – le 19 persone che inizialmente non avevano diritto alla seconda accoglienza, saranno comunque ospitate per un periodo di almeno 6 mesi nel centro ‘Mondo Migliore’ di Rocca di Papa. Si tratta della stessa struttura dove erano stati portati buona parte dei migranti sbarcati nell’agosto scorso dalla nave Diciotti

RESTANO I RICHIEDENTI ASILO – Discorso diverso per alcuni richiedenti asilo, seppur una piccola parte dei 540 ospitati dal centro che oggi chiude i battenti. Sono 4 famiglie (2 nigeriane e 2 turche) i cui figli frequentano l’asilo locale e quattro ragazzi “particolarmente inseriti nella comunità di Castelnuovo di Porto”, fra i quali il calciatore locale Ansou Cissè, la cui storia ha fatto il giro del Paese. Per loro, la macchina dell’ “accoglienza diffusa” è ancora in piedi e rappresenta il “modello” fortemente voluto dal sindaco Travaglini, “che siamo pronti anche a condividere con altri sindaci”. “Le persone verranno collocate presso appartamenti sfitti messi a disposizione dagli abitanti – ha detto il primo cittadino – e non vi saranno vere e proprie coabitazione presso famiglie. Le assegnazioni arriveranno a breve, dopo i necessari passaggi amministrativi in accordo con la Prefettura, con cui siamo in continuo contatto”. Il piano si articola in due momenti. La prima accoglienza sarà garantita dal sostegno (anche economico) della Prefettura di Roma. A questa seguirà poi un progetto di integrazione dei richiedenti asilo con la comunità di Castelnuovo di Porto, supportato dalla Regione Lazio. “Si tratta di un ‘piano-modello’ – ha detto Travaglini in conferenza stampa – che mette in atto progetti di reale inclusione sociale studiati ad hoc per porre in relazione la comunità ospitante con i richiedenti asilo e prevede attività sportive, laboratori ricreativi e attività socio-culturali”. Un progetto realizzato “grazie al supporto fattivo del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ringrazio”.

GLI INSULTI A CHI ACCOGLIE – Per una Castelnuovo che accoglie, esiste anche l’altra faccia della medaglia. Chi ha messo a disposizione dei locali, o semplicemente si è fatto avanti per dare una mano ai migranti in difficoltà, nei giorni scorsi non ha avuto vita facile. Insulti, diffidenza e qualche protesta da una parte della cittadinanza, che contestava la presenza del Cara e non vede di buon occhio il coinvolgimento dei migranti nella vita cittadina. “Quella stanza la potevi mettere a disposizione di qualche italiano invece di regalarli a quelli là”, si è sentita dire una delle persone che per prime si erano fatte avanti con Travaglini. Tanto che ancora oggi è difficile trovare qualcuna di loro disponibile a parlare pubblicamente. Non solo. Da sabato il sindaco è stato oggetto in prima persona di una contestazione da parte dei movimenti di estrema destra, con Casapound che ha attaccato uno striscione all’ingresso del paese con scritto “Travaglini sindaco dei clandestini”. “Non ho intenzione di rimuoverlo – ha fatto sapere il primo cittadino – per me è solo un’orgogliosa rivendicazione del lavoro fin qui svolto”.

LA VERTENZA DEI LAVORATORI AUXILIUM – Con il dramma dei migranti, sin dall’inizio di questa vicenda, viaggia parallelo quello dei 107 lavoratori della Cooperativa Auxilium – di cui 50 cittadini di Castelnuovo di Porto – che da domani perderanno il lavoro. “Ieri, grazie al ministero del Lavoro – ha spiegato Travaglini – abbiamo ottenuto un primo grande risultato, ovvero il congelamento dei termini contrattuali per 6 mesi. Nessuno domani quindi resterà senza stipendio”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Prato, bimbi di un asilo cinese picchiati e presi a bacchettate: ai domiciliari due maestre. Indagata anche terza educatrice

next
Articolo Successivo

Roma, paura in via della Navicella a pochi passi dal Colosseo: esplode tombino sotto la fermata del bus

next