Per quanto da Maranello si siano affrettati a smentire, rispondendo attraverso le colonne di uno dei maggiori quotidiani sportivi nazionali, sembra ormai chiaro, ed è sotto gli occhi di tutti, che in Ferrari sia in atto una rivoluzione o se preferite, come fu titolato da La Gazzetta dello Sport: Un ribaltone.

Dopo l’uscita di Arrivabene, ora ad abbandonare la Scuderia è anche Alberto Antonini responsabile dell’Ufficio Stampa della Ferrari e forse, prima dell’inizio del mondiale, seguiranno altri “aggiustamenti”. Ovviamente, al Capo Ufficio Stampa non si possono imputare problemi gestionali e tecnici, ma la sua rimozione è pur sempre un segnale che indica come si voglia dare un taglio netto con il passato, essendo Antonini, un uomo voluto, quattro anni fa, proprio da Maurizio Arrivabene.

La promozione di Binotto dimostra come probabilmente i vertici aziendali, non abbiano apprezzato fino in fondo il lavoro svolto dal precedente team principal e forse riconoscano come il Mondiale 2018 sia stato gettato via proprio a causa di una mal gestione dei tecnici e dei piloti. Quanto accaduto a Monza lo scorso anno, con il duello tra Vettel e Raikkonen dopo il via, finito con il testacoda del tedesco conferma proprio tutto ciò. Furono sbagliati anche i tempi della comunicazione dell’uscita del team a Raikkonen, era proprio necessario comunicarglielo nella serata tra il sabato e la domenica del Gp d’Italia? Anche se in questo caso non è solo colpa di Arrivabene.

Quello che personalmente non mi ha mai convinto troppo dell’operato di Arrivabene era il suo approccio un po’ troppo da tifoso. In posizioni chiave di questo tipo, devono esserci uomini capaci di mantenere un certo distacco; il tifoso, se tale, faccia il tifoso. Emblematico fu il suo comportamento in occasione del Gp del Messico del 2016 quando accompagnò sotto il podio Vettel esultando e gridando come un ultras dopo la penalizzazione subita da Verstappen che consentì a Vettel di salire sul podio, senza rendersi conto però, che lo stesso tedesco era sotto indagine, finendo penalizzato pure lui dopo la cerimonia di premiazione sul podio.

Forse in questo momento alla guida della Ferrari serve proprio un uomo che sappia mantenere la calma e il giusto sangue freddo e sappia gestire gli eventuali, e probabili, problemi che potrebbero innescarsi dalla rivalità tra Vettel e Leclerc. Il monegasco, infatti, ha più di una volta mostrato di non soffrire nessun timore reverenziale dichiarando anche pubblicamente di volersela giocare, ad armi pari, in pista con il quattro volte campione del mondo. Difatti, se certe indiscrezioni, riguardanti comparazioni telemetriche fatte, anche al simulatore tra i due piloti, risultassero vere, c’è da credere fortemente alla possibilità che il giovane Leclerc possa dare molto “fastidio” al pluridecorato tedesco.

Manca ormai poco alla presentazione della nuova vettura di Maranello, poco più di quindici giorni, ma forse gli “scossoni” non sono terminati e prima del semaforo verde del Gp d’Australia, potremo assistere a nuovi aggiustamenti – in questo caso però – già da tempo concordati.