L’arrivo di Charles Leclerc in Ferrari, al fianco di Sebastian Vettel, ha acceso tra i tifosi della Rossa molti entusiasmi. Ad accrescere le aspettative introno al giovane monegasco, sicuramente, i suoi risultati molto positivi ottenuti nelle categorie inferiori. Il suo CV per ora conta già due vittorie nei campionati di GP3 e Formula 2 ma anche una stagione convincente alla Alfa Romeo Sauber dove, pur essendo alla sua prima stagione in Formula 1, ha saputo ottenere ben 39 punti contro i soli 9 del suo compagno di squadra, e che lo ha visto sempre vicino alle posizioni alte dell’ordine d’arrivo nella parte finale di questa stagione.

Normale che tutto ciò porti immediatamente al confronto a distanza con il suo futuro compagno di squadra. Tante sono state le critiche che hanno colpito Vettel quest’anno (anche da parte di chi scirive) e c’è anche chi teme che il 2019 possa riproporre per il tedesco una stagione come quella vissuta nel 2014 in Red Bull quando più volte venne battuto dall’arrembante Ricciardo suo compagno di squadra all’epoca.

Per il momento però il confronto è assai limitato ed è possibile solo osservando i tempi ottenuti dai due ferraristi nella due giorni di test ad Abu Dhabi. Diciamo subito che fare paragoni e confronti con tempi ottenuti a distanza di un giorno, non fornisce certamente un responso affidabile al 100%. Il cronometro però va osservato ed emette sempre un verdetto, ed anche in passato, quando c’erano i test liberi che si potevano svolgere su diversi giorni, anche tecnici di assoluto valore facevano comunque confronti cronometrici “a distanza, tenendo conto, ovviamente, delle variabili in pista.

Premessa necessaria per chiarire che da un confronto di un solo giorno non si possono, in nessun modo, emettere giudizi e sentenze.

Non si può però non commentare positivamente il tempo ottenuto da Lecler di 1’36”450 che paragonato all’ 1’36”812 di Vettel risulta migliore di ben 4 decimi. Certamente le condizioni non erano le stesse ma sappiamo però che le condizioni di temperatura di aria e pista erano similari e che i carichi di carburante non potevano essere troppo differenti (per il tipo di lavoro svolto). Anche le gomme, stando a quanto dichiarato da Pirelli, erano dello stesso grado di mescola ma con differenze evidenziabili sulla lunga distanza di gara, non sul giro secco.

Questo, come detto non vuole in nessun modo fornire già una sentenza sul valore di uno o dell’altro pilota ma certamente è il caso di evidenziare come il giovane monegasco voglia fare bella figura e mettere già un po’ di pressione addosso al suo compagno di squadra. D’altronde i primi a fare raffronti sono sempre i piloti e al di là delle condizioni della pista, il loro primo sguardo va sempre al cronometro ed al tempo ottenuto dal proprio compagno, unico vero e solo riferimento certo. Quante volte si è detto e scritto di come i piloti ci tenessero a fare il tempo migliore della settimana di test per mettere pressione a quel team o a quel pilota. Non si può negare quindi che anche stavolta sia accaduto e che Vettel, di certo in cuor suo, avrebbe preferito leggere il tempo di Leclerc con qualche decimo in più. Vogliamo negarlo? I prossimi test d’altronde sono lontanissimi e questo risultato resterà per molto tempo l’ultimo a contare (seppur limitatamente).

Il primo avversario è il compagno di squadra e questo lo sanno tutti i piloti che si avvicinano a qualsiasi categoria, forse la stagione 2019 in casa Ferrari è già iniziata, forse la battaglia in pista comincerà già da subito dopo la presentazione della nuova monoposto. Per ora quello che abbiamo davanti è un lungo inverno di attesa, ma per altri, forse, il mondiale è appena iniziato.