Vittorio Feltri non è uno stupido. Ha alle spalle una storia giornalistica rispettabile, dirige un quotidiano nazionale, è un abile polemista, scrive bene. Si può non essere d’accordo con lui su molte cose – a me accade spesso – ma è innegabile che sia un giornalista di razza con una forte personalità.

Si fa fatica quindi a capire a quale urgenza risponda l’attacco ai gay messo in atto da Libero ieri: Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay. Occhiello: C’è poco da stare allegri. È un titolo brutto. Volgare. Stupido. Una frase che non fa onore all’intelligenza di Feltri poiché avalla l’idea che l’omosessualità sia sporca e negativa, un’infamia.

Intendiamoci, si potrebbe commentare Libero con ironia (vedi l’ottimo Michele Serra di oggi) se non fosse un problema tremendamente serio. L’omofobia fa danni: nutrendosi di certe argomentazioni molti aggrediscono, picchiano. L’ho già raccontato: insegno filosofia e un giorno, anni fa, ricevetti molte mail; fu come se i miei alunni, anche quelli laureati da un decennio, si fossero dati appuntamento per scrivere, tutti nelle stesse ore, al loro prof. Fu il tema – sono certo – a creare il cortocircuito emotivo. Una mail in particolare mi colpì.

“Buongiorno professore, ho letto il suo testo su Repubblica e dovevo farmi vivo”. In effetti c’era sul giornale Fruttero e Lucentini per capire l’omofobia: “Torna in mente il libro di Fruttero e Lucentini – La prevalenza del cretino – di fronte al giovane gay reggino picchiato in strada e umiliato in ospedale. Sembra che un infermiere gli abbia detto: ‘Ti consiglio uno psicologo. Con una cura di ormoni puoi guarire’. È quest’idea, che l’omosessualità sia una malattia, a generare violenza. Ma dice qualcosa di diverso Giovanardi in Parlamento quando arringa contro l’omosessualità? Le certezze ‘ideologico-religiose’ veicolano anatemi, ostracismi. La Chiesa cattolica dimentica i suoi principi: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’. Si può stare con Gesù e negare il diritto al Sacramento agli omosessuali? E allora: se da più parti arrivano messaggi sbagliati, possiamo prendercela con i giovani balordi che a Reggio, Roma, Milano, insultano e picchiano un gay? Molti non lo sanno ma è figlia della sensibilità gay gran parte della cultura mondiale: Foucault, Gide, Pasolini, Proust, Rimbaud, Shakespeare, Tasso, Platone, Garcìa Lorca, Wilde, Visconti, Verlaine… mi fermo qui. Bisogna ricordarlo ogni tanto. Con la speranza che anche la politica e la Chiesa escano dal medioevo”.

Ecco, la speranza è che anche Feltri esca dalla rozza superficialità in cui il titolo di Libero lo colloca. Un invito: la prossima volta rilegga questo elenco di nomi, molto incompleto, prima di titolare sui gay con disprezzo. Se poi, pensando agli indifesi ragazzi delle nostre periferie, pestati da balordi omofobi, volesse chiedere scusa sarebbe il segnale forte di un’intelligenza che sa riconoscere i propri errori.

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