Vi piace la lattuga? E il rafano? Le fragole sono buonissime, anche il fiordilatte è sopra la media. L’agro pontino ci riempie di soddisfazioni a tavola. E gli imprenditori agricoli sono soddisfatti perché Fondi, città a sud del Lazio, è il più grande mercato ortofrutticolo del Mezzogiorno, uno snodo commerciale che fa divenire Latina capitale dello smistamento dei beni da mangiare. Purtroppo stamane, e davvero non si capisce perché, la polizia ha arrestato alcuni bravi lavoratori chiamati ingiustamente “caporali” che trasferivano la merce, in questo caso uomini con la barba lunga, dai luoghi di ristoro e di residenza ai campi di lavoro. I sikh, che vengono dal Punjab, lontana regione che non conosciamo nemmeno, fanno a meraviglia il loro mestiere: sono per metà uomini e per metà animali.

Nel senso che possono essere collocati anche in una stalla dove riescono incredibilmente a trovare refrigerio e infatti la chiamano casa. E non fanno casino, non hanno il sindacato, non hanno bisogno di mangiare molto, non si stancano, e si accontentano della paga. Tutti stranieri, tutti senza permesso di soggiorno. Una vergogna, vero? Con questo stratagemma – trasformarsi in schiavi, cioè – rubano il lavoro agli italiani. Almeno settemila posti di lavoro, molto ben retribuiti: due anche tre euro l’ora, dal momento che fa luce al momento che fa buio più l’alloggio gratuito e il trasporto. Mi domando, ma sono sicuro che ve lo domandiate anche voi: perché loro sì e gli italiani no? Perché loro devono essere i primi? E noi? Non abbiamo per caso braccia a sufficienza da impiegare nell’agricoltura? La polizia ha appena fatto una retata e gli imprenditori, che puntano tutto sulla crescita, non aspettano altro che nostri connazionali a cui concedere ciò che finora è stato tolto: il lavoro. La pacchia è finita. Ma resta insoluta la questione: se si abolisce la schiavitù poi la lattuga (e il rafano, e le fragole, le melanzane, i finocchi, i cetrioli, eccetera eccetera) chi li raccoglie da terra?

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