Nelle parole di Claudio Baglioni non c’è nessun “caso”. Non si deve scusare. Non deve rettificare. E, giusto per essere netti, ha fatto benissimo a parlare di una tragedia, come quella dei migranti, durante la presentazione del Festival di Sanremo. Un evento televisivo che è l’apoteosi del “in Italia va tutto bene, con un bicchiere di vino ed un panino: felicità”. Le sue opinioni sono state espresse in pochi minuti, a seguito di domande. Non si è presentato dicendo “Sono Claudio Baglioni e sulla questione immigrazione penso che…”. È spropositato il caso sollevato, se lo si compara con la televisione spazzatura e volgare alla quale siamo abituati ogni giorno: dalle soliti liti di sgarbiana memoria, fino alle caciare di Massimo Cacciari – solo per citare le ultime.

Un eccesso che trova spiegazione in una ennesima strumentalizzazione politica che i Salvimaio cominceranno a usare con la solita teoria del complottone ordito dai sinistri e che avrà, per reazione, l’innalzamento a nuovo oracolo del Pd di Baglioni. Il tutto seguendo la naturale legge della causa e dell’effetto che la classe politica italiana, priva di argomenti o idee, ha oramai sancito essere l’unica vera norma di vita. Che poi la direttrice di Rai 1, Teresa De Santis, nota per la sua coerenza politica e culturale (una carriera cominciata al manifesto e finita con un abbraccio alla Lega), possa far presagire – se confermate le ricostruzioni di stampa – un’epurazione di Baglioni dai prossimi festival della musica italiana è cosa grave, nonché ridicola, che segnerebbe un ulteriore metro percorso dal nostro Paese nel precipizio del disastro.

A essere altrettanto grave, se non rasentare il ridicolo, è tacciare Baglioni di aver fatto “un comizio”, come ha scritto in una lettera a Dagospia la stessa De Santis. Mentre – a sua detta – dovrebbe essere solo una manifestazione di “canzonette, una settimana di grande cerimonia di svago e spettacolo nazionale”. Insomma, è chiedere ai cantanti di fare solo i cantanti e all’arte di fare solo l’arte. Che fuori imperversi la tempesta e che il Paese vada a rotoli non importa, perché lo spettacolo deve continuare. Anche se siamo pronti a mettere alla gogna un cantante, oggi Baglioni – minacciato anche sui social – per aver espresso un comune sentire. Ma tanto sarà qualche Cetto La Qualunque a salvarci, questa volta aiutato da una De Santis.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“Comandano i terroni”, polemica per il titolo di Libero. E Di Maio attacca i fondi ai giornali: “In 3 anni arriveranno a zero”

next
Articolo Successivo

Repubblica: “Governo dà soldi a Radio Padania”. Di Maio: “Glieli ha dati il Pd. Relativi a bando 2017”

next