In vista del ritorno del provvedimento alla Camera per l’approvazione definitiva, la legittima difesa rischia già di essere uno dei prossimi terreni di scontro tra Lega e M5s. A margine della ricerca “La corruzione tra realtà e percezione”, è stato Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità anticorruzione, ad avvertire: “Voglio vedere come sarà alla fine il testo che sarà approvato. Ma se il testo consentirà uno spazio maggiore al privato, un eccesso di valutazione a favore del privato, questo rischia di farci tornare indietro. Il monopolio della forza negli Stati moderni deve spettare solo allo Stato”, ha rivendicato Cantone. Per poi aggiungere: “Il privato la può utilizzare solo in extrema ratio, questo deve essere il paradigma da seguire”. E ancora: “Molti dei casi che vengono utilizzati per richiamare la necessità di una legge, in realtà possono essere risolti anche con la legge attuale. Credo che nessuno sarà mai condannato se durante la notte si sente aggredito e spara, ovviamente credo che nella propria abitazione non si possa sparare a qualcuno alle spalle con qualunque legge, perché questo sarebbe contrario a ogni senso di umanità e giustizia”.
Anche il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, ha sospeso il giudizio sul provvedimento, in attesa che venga licenziato il testo definitivo: “Rischi con il testo già approvato in Senato e l’esclusione della punibilità di chi ha agito in condizioni di grave turbamento? Questo lo verificheremo”, ha sottolineato, ma precisando che “spetta alle forze dell’ordine garantire la sicurezza”. E ancora: “Per fare questo è necessario il controllo capillare del territorio e sotto questo aspetto gli organici di polizia, dei carabinieri vanno riempiti. Con un capillare controllo del territorio delle forze dell’ordine non ci sarà spazio per la legittima difesa”
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