Malta annuncia che i 49 migranti di Sea Watch e Sea Eye verranno redistribuiti tra 8 Paesi dell’Ue tra cui l’Italia e Matteo Salvini chiude la porta: “Io non faccio entrare nessuno“. Si consuma tra La Valletta e Varsavia, dove il ministro dell’Interno si trova in visita, l’ultima puntata della vicenda delle 49 persone bloccate da 19 giorni nel Mediterraneo sulle navi delle due ong tedesche in attesa di un porto sicuro in cui sbarcare. Con un vertice di chiarimento tra Salvini e il premier Giuseppe Conte programmato in serata che sembrava inizialmente slittato e poi è stato confermato – dopo un lungo colloquio telefonico – a partire dalle 23 a Palazzo Chigi con la presenza anche del vicepremier Luigi Di Maio. Slitterà a venerdì il consiglio dei ministri sul decreto per reddito e pensioni. Intanto su Twitter Salvini scrive: “Io non cambio idea“.

Poco prima delle 12 il premier maltese Joseph Muscat ha annunciato il via libera all’accordo su cui diversi Paesi lavoravano da giorni. L’intesa comprende anche i 249 migranti che La Valletta ha soccorso alla fine di dicembre e la cui redistribuzione aveva posto a condizione per dare l’ok allo sbarco: 131 verranno ridislocati in altri paesi Ue e 44, provenienti dal Bangladesh, verranno rimpatriati. “Alle barche Sea Watch 3 e Albrecht Penck – ha aggiunto Muscat – sarà chiesto di lasciare le nostre acque territoriali immediatamente dopo il trasferimento dei migranti”.

La Valletta ha trasferito a terra i migranti che saranno ricollocato in otto Stati dell’Unione: Germania e Francia ne riceveranno 60 ciascuno, il Portogallo 20, Olanda, Lussemburgo e Irlanda 6, la Romania 5. L’Italia ha dato la disponibilità a fare la sua parte, ma è l’unico degli otto Paesi a non aver ancora reso noto il numero, riservandosi di farlo solo dopo lo sbarco, secondo quanto si apprende a Bruxelles. Alla Commissione Ue comunque si aspettano tra le 20 e le 25 persone, ed in ogni caso un numero a due cifre.

“L’Unione europea rilascia i suoi 49 ostaggi“, ha commentato Sea Watch su Twitter. “Dopo 19 giorni in mare – si legge nella nota – i nostri ospiti hanno trovato finalmente un porto sicuro. E’ una testimonianza di fallimento dello Stato, la politica non dovrebbe mai essere fatta a spese dei bisognosi. Grazie a tutti quelli che erano con noi in questi giorni”. Il Commissario Ue per le Migrazioni Dimitris Avramopoulos, da parte sua, ha usato toni trionfalistici: “Sono felice che i nostri sforzi per far sbarcare i migranti a Malta abbiano portato risultati e che tutti coloro che sono a bordo vengono sbarcati adesso. Elogio Malta per avere consentito questo sbarco e gli Stati membri che hanno mostrato solidarietà attiva accettando i migranti”.

Attorno alle 14, tuttavia, l’Italia apre il rubinetto dell’acqua fredda sugli entusiasmi di tutti: “Io non autorizzo arrivi di migranti”, ha affermato Salvini da Varsavia dopo la conferenza stampa l’omologo polacco Joachim Brudzinski. “Le scelte – ha aggiunto, accusando gli alleati M5s di non averlo avvertito della decisione di prendere parte delle persone soccorse dalle ong – si condividono e le riunioni si fanno prima non dopo”. Si tratta, ha spiegato il ministro, “di una decisione che non ha senso, non ho capito questa accelerazione. Serve un chiarimento che ci sarà questa sera al mio ritorno”. Poi mette in chiaro la sua richiesta: “E’ una questione di principio: in Europa si arriva in aereo e con i documenti e stasera dirò a Conte di aspettare che i Paesi europei prendano quelli che avevano promesso di accogliere. Non si capisce perché altri se ne fregano e noi dobbiamo accogliere”.

A cosa si riferisce il ministro? “L’estate scorsa i Paesi europei si erano impegnati a prendere 650 migranti sbarcati in Italia, ma solo 150 sono stati effettivamente redistribuiti”, ha ricordato Salvini facendo riferimento sia ai 477 sbarcati a Pozzallo il 16 luglio 2018, recuperati dalle navi Protector e Monte Sperone, sia ai 177 sbarcati il 26 agosto a Catania da nave Diciotti. Per quanto riguarda lo sbarco di Pozzallo, gli accordi a livello europeo, si apprende da fonti del Viminale, prevedevano che Germania, Portogallo, Spagna, Malta e Francia avrebbero dovuto accogliere 50 persone, mentre l’Irlanda ne avrebbe colti 20, per un totale di 270. Ma i trasferimenti effettivi sono stati 129: 23 persone sono andate in Germania, 50 in Francia (unico paese che ha preso tutta la quota prevista), 19 in Portogallo, 16 in Irlanda, 21 in Spagna e nessuno a Malta. Nel secondo caso, poi, solo 16 migranti sono stati ricollocati in Irlanda.

Poco prima, durante il punto stampa con Brudzinski, il ministro dell’Interno aveva ribadito la posizione espressa nei giorni scorsi: “In queste ore l’Europa si propone di accogliere altri immigrati da altri barconi, cedendo ai ricatti di scafisti e Ong. Da ministro non sono e non sarò mai d’accordo su nuovi arrivi, e l’Europa che nascerà avrà una voce e un passo diverso rispetto ai burocrati che l’hanno governata fino ad ora”. A Bruxelles, aveva aggiunto in un post su Facebook, “fanno finta di non capire e agevolano il lavoro di scafisti e ong. Cedere alle pressioni e alle minacce dell’Europa e delle ong è un segnale di debolezza che gli italiani non meritano”.

Martedì la questione era stata oggetto di un botta e risposta tra il capo del Viminale e Giuseppe Conte. “Non cambio e non cambierò mai idea. Un cedimento significherebbe riaprire le porte al traffico di esseri umani – aveva detto il segretario della Lega in una diretta Facebook – lo dico anche ai miei amici di governo, ognuno si prenda la responsabilità delle sue scelte. Altrimenti – ha aggiunto sorridendo – puntini, puntini, puntini”. Negli stessi minuti, registrando la puntata di Porta a Porta, il premier Giuseppe Conte ribadiva la propria volontà di accogliere donne e bambini: “Vorrà dire che non li faremo sbarcare, li prenderò con l’aereo e li porterò”.