Il professor Silvio Brusaferro è stato scelto dal ministero della Salute come commissario dell’Istituto Superiore di Sanità. Farà le funzioni di presidente fino alla nomina dei nuovi vertici. L’ex numero uno Walter Ricciardi ha dato le dimissioni il 19 dicembre. Due settimane prima, il 4 dicembre, il ministro Giulia Grillo aveva revocato i 30 membri non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità. E dopo il passo indietro di Ricciardi erano arrivate le dimissioni di altre due figure dirigenziali dell’Iss. Il commissario, si legge nella nota del ministero, “assicurerà l’operatività in vista della nomina del presidente che sarà effettuata sulla base dei curriculum che arriveranno nelle prossime settimane, come previsto dal regolamento dell’Istituto Superiore di Sanità”.

Professore ordinario di Igiene e Medicina preventiva e direttore del dipartimento Scienze mediche e biologiche dell’Università di Udine, Brusaferro, classe 1960, è anche direttore della struttura accreditamento, gestione del rischio clinico e valutazione delle performance dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine. E’ stato anche componente del Consiglio superiore di sanità dal 2010 al 2013. Attualmente, oltre a molti incarichi regionali – in Friuli Venezia Giulia, fa parte degli otto saggi consulenti per l’organizzazione sanitaria – fa parte del comitato nazionale per le buone pratiche in sanità dell’Agenas e del comitato nazionale per il programma sulla resistenza microbica del ministero della Salute.

“Ringrazio il ministro della Salute per aver pensato a me per questo difficile incarico. Sono chiamato a traghettare questo Istituto verso una nuova governance che sarà definita nei prossimi mesi e con questo spirito di servizio intendo caratterizzare la mia azione di commissario”, ha commentato Brusaferro. “Raccolgo le redini di un Istituto che sotto la guida del presidente professor Ricciardi, che ringrazio per quanto fatto, ha visto un rinnovato protagonismo su scala nazionale e internazionale. L’Iss è un’istituzione e una risorsa fondamentale, una bussola per la ricerca a livello internazionale, per il nostro Paese e per il Servizio sanitario nazionale. Considero mio dovere mettere a disposizione la mia esperienza e i miei rapporti nazionali e internazionali per dare continuità alle progettualità avviate e proseguire nell’opera di valorizzazione e rafforzamento di tutte le sue componenti, assicurando quella necessaria indipendenza che la scienza impone”.

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