Walter Ricciardi non è più il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: ha rassegnato le sue dimissioni nelle mani del ministro della Salute Giulia Grillo, che le ha accettate, ringraziando contestualmente l’ex presidente per il lavoro svolto e smentendo le voci che legavano il passo indietro a presunti conflitti. “Da quello che so e da quello che mi è stato detto durante il nostro colloquio, Walter Ricciardi non si è dimesso per polemiche con il governo, ma per tornare alle sue attività – ha detto il ministro – Anche nella lettera di dimissioni è indicato questo. Poi lui ha manifestato un legittimo disaccordo con alcune posizioni del governo – ha aggiunto – ma questo non ha nulla a che fare con il suo ruolo, che di certo non fa politica, ma altro”.

Il ministro della Salute, si ricorderà, il 4 dicembre aveva revocato i 30 membri non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità. Al momento non è dato sapere se il passo indietro di Ricciardi sia da collegare alla decisione (legittima) della ministra. Che dopo la revoca due settimane fa tenne a specificare che “la regola dello spoil system per legge non si può applicare all’Istituto superiore di sanità, poiché c’è una nomina apicale non soggetta alla norma in questione”. Nella stessa occasione, tuttavia, i giornalisti chiesero alla Grillo informazioni anche su un’altra vicenda che aveva coinvolto Ricciardiovvero il suo presunto conflitto di interesse denunciato prima da un libro di Giulia Innocenzi e più recentemente da un’inchiesta delle Iene. Anche in questo caso non è possibile collegare i due fatti (le dimissioni e le inchieste giornalistiche).

GRILLO: “PRENDO ATTO DELLE DIMISSIONI, NON SONO PREOCCUPATA” – “Non sono preoccupata, ne prendo atto – ha spiegato Giulia Grillo a Un Giorno da pecora – ed è stata una decisione legittima, anche perché era una nomina fatta dal precedente ministro. L’Istituto superiore di sanità non è soggetto a ‘spoil system‘, però la presidenza è sempre una nomina politica“. Ai conduttori che le hanno chiesto se trovasse normale che anche organismi scientifici indipendenti debbano cambiare i vertici a seconda dei governi, Grillo ha risposto: “Non lo troverei normale se la nomina non venisse fatta dall’organo politico e quindi non si basasse comunque su un vincolo perlomeno fiduciario. Sono d’accordo, comunque, che sarebbe meglio non fosse così”.

IL FUTURO DELL’ISS: COMMISSARIO E BANDO PUBBLICO – Ricciardi ha lasciato la guida del maggiore Istituto di ricerca sanitaria italiano dopo oltre 4 anni, anticipando di vari mesi la scadenza prevista dell’incarico, fissata ad agosto 2019. Nel luglio 2014, Ricciardi è stato nominato commissario dell’Iss ed un anno dopo, a settembre 2015, l’allora ministro della Salute Lorenzin lo nominò presidente. L’incarico ha una durata di 4 anni. Per l’Istituto ora si aprirà una fase commissariale per assicurare l’ordinaria amministrazione. Successivamente verrà pubblicato un bando pubblico di nomina, come già accaduto – per decisione del ministro della Salute – per l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

CHI È IL PRESIDENTE USCENTE DELL’ISS – Medico, ricercatore, ma anche artefice della riorganizzazione dell’Iss, Ricciardi da sempre è stato strenuo difensore della vaccinazione da parte del servizio sanitario nazionale, portando avanti questa battaglia anche a fronte delle posizioni espresse dalle forze politiche dell’attuale Governo in merito all’opportunità della reintroduzione dell’obbligo vaccinale, approvata dal parte del precedente ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Una differenza di vedute con l’attuale capo del dicastero con il quale il confronto è rimasto comunque sempre a livello istituzionale. Già professore ordinario di Igiene e direttore della Scuola di specializzazione di Igiene e Medicina preventiva presso l’Università cattolica del Sacro Cuore di Roma, Ricciardi è stato anche membro del Consiglio superiore di sanità e presidente della sua sezione di sanità pubblica dal 2010 al 2014. Sempre nel 2015 è stato inoltre nominato direttore del Centre for Health Policy dell’Oms, attivato presso l’Università cattolica di Roma. A giugno 2017 gli è stata conferita l’onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana con decreto del presidente della Repubblica e a novembre 2017 è stato designato quale rappresentante dell’Italia in seno al consiglio esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità. Nel maggio 2018 Ricciardi è stato eletto presidente della Federazione Mondiale delle Associazioni di Salute Pubblica (WFPHA). Ma Ricciardi è stato soprattutto l’artefice di una profonda riorganizzazione dell’Istituto, che ha portato l’Iss ad essere articolato in sei dipartimenti, 16 centri nazionali, due centri di riferimento ed un organismo notificato. L’obiettivo voluto da Ricciardi è stato quello di porre decisamente al centro dell’attività dell’Iss la ricerca scientifica. Da qui la creazione dei sei nuovi centri nazionali, tra i quali quello per le tecnologie innovative, per le dipendenze patologiche e per la telemedicina. Ma il restyling dell’Istituto ha anche puntato ad eliminare molti duplicati, tanto che i reparti dell’Iss sono passati da 123 a 50. Sono circa 12 mila l’anno gli interventi dell’Iss tra controlli, pareri e ispezioni. Oltre 30 milioni di euro il finanziamento per i progetti di ricerca scientifica nel 2017. Nel 2016 sono stati 119 i progetti internazionali gestiti dall’Iss. Ad oggi, sono 78 i brevetti dell’Istituto, di cui 53 con altri enti di ricerca.

LE PAROLE DI RICCIARDI: “TORNO A RICERCA E UNIVERSITA'” – Nelle motivazioni del suo passo indietro (che sarà esecutivo dal primo gennaio 2019), Ricciardi ha specificato che ha deciso di lasciare l’Iss per potersi dedicare pienamente all’attività di ricerca e accademica. È quanto comunicato dall’Istituto in una nota ufficiale. “Negli ultimi quattro anni e mezzo mi sono impegnato profondamente per il risanamento e il rilancio dell’Istituto superiore di sanità – ha dichiarato Ricciardi – e oggi lascio un ente di ricerca solido dal punto di vista economico-finanziario, riorganizzato dal punto di vista gestionale, attivo e stimato sia a livello nazionale che internazionale per la qualità e quantità delle sue prestazioni, dove è stato creato un museo che rappresenta anche un luogo di memoria e di diffusione della cultura scientifica. Ritorno alle attività di ricerca, d’insegnamento e professionali – ha detto l’ex presidente – con le quali penso di poter contribuire in modo produttivo allo sviluppo scientifico, economico e sociale del Paese. Ringrazio il ministro Giulia Grillo per la fiducia che mi ha espresso perché io continui a rappresentare l’Italia nell’Executive Board dell’Oms. Da gennaio – ha aggiunto – potrò dedicarmi con più tempo e maggiore intensità al mio ruolo di Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e di Presidente della World Federation of Public Health Associations, che mi consentirà di portare la nostra tradizione di sanità pubblica in tutto il mondo e di promuovere all’estero l’immagine e la qualità della ricerca del nostro Paese – ha detto ancora – che ho avuto l’onore e l’onere di servire, vivendo un’esperienza entusiasmante condivisa con i ricercatori e con il personale tecnico ed amministrativo che ringrazio per avermi sempre sostenuto e seguito con impegno e responsabilità“.

LE ACCUSE DI CONFLITTO DI INTERESSE – “Ho sentito il servizio delle Iene e faremo le eventuali verifiche. Si stratta di dichiarazioni inerenti la dichiarazione dei redditi e lì ovviamente dobbiamo approfondire“. Così parlò il 4 dicembre scorso la ministra della Salute Giulia Grillo a proposito del presunto conflitto di interesse di Walter Ricciardi denunciato dalle Iene e, prima ancora, da un libro di Giulia Innocenzi pubblicato a dicembre 2017. Secondo le inchieste giornalistiche in questione, Ricciardi anche quando era a capo dell’ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha collaborato per alcune società di lobbying nel settore farmaceutico, oltre ad avere consulenze per case farmaceutiche per diversi prodotti, tra cui il vaccino contro il meningococco B (poi divenuto obbligatorio – anche su spinta di Ricciardi, dicono Le Iene – durante l’approvazione della nuova legge sui vaccini, nonostante il parere contrario del suo stesso Istituto). Ricciardi, tuttavia, non ha mai inserito questi lavori collaterali nel suo curriculum vitae pubblicato sul sito dell’Istituto superiore di sanità. Ricciardi, inoltre, era stato accusato di avere un grosso conflitto di interessi anche dal presidente del Codacons Carlo Rienzi: il riferimento riguardava un osservatorio di cui era a capo e che era finanziato da diverse case farmaceutiche. Il presidente dell’Istituto superiore di sanità lo ha querelato, ma il giudice ha dato ragione al capo del Codacons.

L’ex presidente, tuttavia, aveva subito risposto con un tweet al servizio delle Iene: “La scienza e i suoi difensori hanno un solo conflitto: quello contro la squadra composta da ignoranti che in malafede mina la salute pubblica, le due stelle polari dell’Istituto superiore di sanità sono solo l’evidenza scientifica e la salute dei cittadini”. Una presa di posizione che aveva ricevuto subito l’appoggio di Roberto Burioni, virologo del San Raffaele di Milano e noto per la sua difesa delle vaccinazioni: “Il calendario vaccinale italiano è identico a quello in uso in tutto il mondo. Per cui – ha detto Burioni – o il mio amico Ricciardi fa bene il suo lavoro (come io penso) e viene ingiustamente attaccato oppure è il padrone del mondo e allora – conclude – vorrei chiedergli qualcosa per la mia Lazio“.

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