Pd e Leu abbandonano la commissione Bilancio. “In 6 giorni non è mai stato discusso neanche un articolo”, denuncia il capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci, parlando di “emergenza democratica”. Il presidente Daniele Pesco (M5S) aveva da poco spiegato che la commissione non avrebbe avuto tempo per esaminare tutti gli emendamenti e probabilmente nemmeno per organizzare l’audizione dell’Ufficio parlamentare di bilancio.

Una decisione che ha provocato anche la reazione di Vasco Errani: “La commissione è totalmente inutile – dice il senatore di Leu – quindi vado in Aula. Il governo non vuol fare lavorare la commissione”. In sostanza, arriverà direttamente in Aula a Palazzo Madama, venerdì, il maxiemendamento del governo con tutte le modifiche inviate a Bruxelles con voto finale previsto attorno alla mezzanotte. La corsa contro il tempo per approvare la legge di bilancio continuerà poi a Montecitorio: il presidente Roberto Fico convocherà l’Aula per la discussione della manovra giovedì 27 dicembre, con prosecuzione prevista per venerdì 28. Il lavoro della commissione Bilancio della Camera si svolgerà invece sabato 22 e domenica 23 dicembre.

“Non lo avrà mai votato nessuno. È la prima volta nella storia della Repubblica”, attacca ancora Marcucci. Si tratta, ha aggiunto, di una “manovra totalmente extraparlamentare”. “Abbiamo dato la disponibilità a venire in aula il 26 per votare la manovra dopo averla esaminata in commissione – ha concluso – ma la maggioranza vuole farci votare solo la fiducia in Aula: la imporranno domani sera“.

video di Alberto Sofia

Una volta che i senatori sono tornati in Aula, Pesco ha spiegato che i lavori sulla manovra “non sono ultimati, di lavoro ce n’è ancora tanto da fare” ed ha quindi chiesto al presidente del Senato “cosa dobbiamo fare”. I gruppi hanno quindi chiesto di convocare la capigruppo per decidere i tempi dopo che l’esponente M5s aveva parlato di “parecchi giorni d’esame” prima di poter dare mandato al relatore. Il provvedimento approderà quindi in Aula senza tale mandato. Una questione di forma, ma che fotografa la mancanza di discussione sul testo. La presentazione del maxi-emendamento è atteso per venerdì pomeriggio, attorno alle 16. Dopo si terranno le dichiarazioni finali sino alle 22, con probabile via libera al provvedimento poco dopo la mezzanotte.

Le comunicazioni delle decisioni dei capigruppo ha provocato la reazione delle opposizioni che chiedono più tempo per esaminare le proposte di modifica del governo. Prima di iniziare la discussione generale è stata votata e bocciata la proposta dell’opposizione di proseguire con l’esame del provvedimento fino al 26 dicembre. “Noi chiediamo di poter fare le dichiarazioni di voto e il voto finale sabato mattina, con calma”, ha detto la capogruppo FI Annamaria Bernini. “Nessuno di noi vuole l’esercizio provvisorio ma vogliamo la possibilità di decidere, discutere votare perché questa è una democrazia parlamentare, altrimenti è altro”, ha insistito Loredana De Petris di Leu. Antonio Misiani del Pd ha parlato di “sei giorni di paradosso”.

“Abbiamo abbandonato i lavori della commissione bilancio, dopo sei giorni di prese in giro, di continui rinvii, non abbiamo né discusso né votato un emendamento”, spiega il capogruppo Pd in Bilancio, parlando di “situazione senza precedenti” e di “umiliazione” per il Parlamento. “Sono state trasmesse a Bruxelles informazioni che noi non abbiamo. Le abbiamo chieste così come abbiamo chiesto l’audizione dell’ufficio parlamentare di bilancio, dell’organismo indipendente che deve supportare il Parlamento nel prendere decisioni”, spiega.

La manovra “è stata stravolta dall’emendamento depositato ieri sera, ma questo – conclude – non conta per il presidente della commissione Bilancio e per una maggioranza che va avanti come uno schiacciasassi, senza mandato al relatore, dritta verso il voto di fiducia. È inaccettabile ed è una situazione che noi non possiamo tollerare”.