Cosa ci facevano i boss al Carnevale di Venezia nel 1993? E cosa ci facevano ad Abano Terme, ‘ospiti’ dell’editore tv siciliano Vallone? ‘Sekret – speciale Trattativa Stato-mafia’, la serie esclusiva ideata e condotta da Marco Lillo sulle stragi del ’92 e del ’93 e sull’accordo tra Cosa nostra e pezzi delle istituzioni, torna con la settima puntata inedita sulla piattaforma tv Loft. La puntata è dedicata al mistero della latitanza dei fratelli Graviano in Veneto.
Seguendo le orme dei boss condannati per le stragi del 1992 e 1993, Sekret ha scoperto che per il carnevale del 1993, i due fratelli scelgono come meta Venezia. E in quel periodo, il carnevale nel capoluogo veneto, è organizzato proprio da Publitalia Grandi Eventi. Uno dei favoreggiatori dei Graviano, Salvatore Baiardo che era con loro in quei giorni, chiama un’utenza del comitato organizzatore di Publitalia. Sekret ha sentito i dirigenti del gruppo che in quei giorni erano lì. C’era il fratello di Marcello Dell’Utri, Alberto che dice: “Certo che c’ero ma perché non mi accoppiate a personaggi di livello come Vittorio Sgarbi o Achille Bonito Oliva. Con questi io non c’entro niente”. Il gemello di Marcello spiega che a occuparsi del Carnevale di Venezia c’era Davide Rampello, direttore artistico dell’evento e consigliere delegato della società Publitalia Grandi Eventi. Rampello si dice stupito che i Graviano fossero al Carnevale (“ci si potrebbe fare un film”) e non si spiega quella telefonata del favoreggiatore a Publitalia.
Nessuno conosceva i boss e i loro accompagnatori e non c’è stato nessun incontro. Non c’è nessun elemento di un qualsiasi contatto con l’entourage del gruppo. C’è solo quel dato nei tabulati telefonici mostrati da Sekret: su quattro telefonate fatte dal cellulare del favoreggiatore Baiardo (a parte un ristorante e un albergo) spicca quella chiamata al centralino di Publitalia a Venezia. Potrebbe essere stata una comune chiamata per chiedere informazioni al call center. Certo, dopo la vacanza in Sardegna a poca distanza dalla villa del Cavaliere, è la seconda volta che i fratelli Graviano scelgono in quel periodo, nel 1993, per le loro vacanze, luoghi vicini a quelli in cui erano presenti importanti uomini della Fininvest. 
La Dia poi scopre che i due boss di Brancaccio hanno alloggiato in un appartamento riconducibile ad Antonino Vallone, un editore televisivo, che sarà poi condannato proprio per aver favorito la loro latitanza. Sekret ha incontrato Vallone e lo ha intervistato per ricostruire questa vicenda. “Mia moglie è cugina di Gaetano Cinà e io Marcello Dell’Utri – spiega Vallone a Sekret – l’ho conosciuto. Marcello è una brava persona e ci ha rimesso perché ha onore. Berlusconi no, lui è uomo di soldi”.
Ma l’editore non è soltanto l’uomo che, secondo l’accusa, ha offerto ospitalità ai Graviano. E’ anche il marito della cugina di Tanino Cinà, l’uomo che, come emerge nel processo a Marcello Dell’Utri, attraverso quest’ultimo, teneva i rapporti tra Cosa Nostra e Fininvest. E’ lo stesso Marcello Dell’Utri, in udienza a Palermo al suo processo, a definire Cinà un “amico”.

Le prime sette puntate di Sekret – Speciale Trattativa Stato-mafia’, firmate da Marco Lillo, sono in esclusiva per gli abbonati su www.iloft.it.

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