Una richiesta di risarcimento danni da 750mila euro per un comunicato sindacale in cui i rappresentanti dei giornalisti lo definivano “persona competente in materia di crisi” per aver “contribuito in maniera assai significativa all’affossamento dei conti del Sole 24 Ore e di tutte le testate che dirigeva”. A presentarla è stato l’ex direttore del quotidiano di Confindustria Roberto Napoletano, coinvolto nell’inchiesta per aggiotaggio informativo e false comunicazioni sociali aperta nel maggio 2017 dalla Procura di Milano, che ha appena chiuso le indagini nei confronti suoi e degli ex vertici del gruppo Donatella Treu e Benito Benedini.

Napoletano ha fatto causa per diffamazione sia al comitato di redazione del quotidiano (la rappresentanza sindacale dei giornalisti) sia all’allora direttore Guido Gentili, chiamato in causa per “omesso controllo” in quanto responsabile della pubblicazione di tutti i contenuti del giornale e quindi anche del comunicato datato 31 agosto 2018. Comunicato in cui il cdr del Sole, quello dell’agenzia Radiocor Plus e quello di Radio24, definivano “incredibile” e “inopportuno” che l’università di Confindustria, la Luiss, avesse deciso di affidare all’ex direttore (sfiduciato dall’assemblea nell’ottobre 2016 ma rimasto in sella fino al marzo 2017) “l’insegnamento in ben 4 dipartimenti della materia «Le grandi crisi dell’economia contemporanea»”.

I rappresentanti dei giornalisti scrivevano che Napoletano, le cui note spese sono state oggetto di un’indagine ad hoc che il collegio sindacale ha affidato alla società di revisione Pwc, “ha contribuito in maniera assai significativa all’affossamento dei conti del Sole 24 Ore e di tutte le testate che dirigeva”. “Fatti, non opinioni”, aggiungevano, “che hanno reso necessaria una ricapitalizzazione per evitare il fallimento della società. E fatti sui quali sono in corso indagini della procura di Milano mentre Consob sembra già essere arrivata a conclusioni di gravità delle condotte di chi ha guidato, anche di fatto, la società nel recente passato”. Il riferimento era al fatto che l’ex direttore, accusato dalla procura di Milano di false comunicazioni sociali per aver gonfiato i dati di vendita del quotidiano economico finanziario, secondo i pm è stato amministratore di fatto del gruppo alla luce della sua “costante presenza alle riunioni del consiglio di amministrazione”, di cui pure non faceva parte.

Confindustria aveva replicato al comunicato facendo sapere che “né il direttore generale Marcella Panucci né altri esponenti di Confindustria erano a conoscenza della decisione” dell’ateneo. Che ha confermato la docenza: Napoletano, dal sito della Luiss, risulta titolare degli insegnamenti “Le grandi crisi dell’economia contemporanea” e “Giornalismo politico-economico” presso il dipartimento di Scienze politiche.

In serata Napoletano ha spiegato la propria richiesta sostenendo che “il Cdr del Sole si è sostituito alla magistratura italiana e prima ancora che inizi qualsiasi tipo di processo ha sentenziato in modo definitivo la mia colpevolezza” e “questa presunzione di colpevolezza, secondo il Cdr, dovrebbe impedirmi qualunque tipo di attività lavorativa e mi chiedo se, sempre secondo il Cdr, ho ancora l’autorizzazione a esistere”.

La Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Associazione Lombarda dei Giornalisti hanno diffuso una nota che definisce “incredibile” la notizia della citazione in giudizio con la richiesta di danni e “ancora più incredibili le dichiarazioni con cui l’ex direttore Napoletano difende la sua scelta di citare in giudizio il Cdr per aver espresso un’opinione sulla base di fatti e circostanze, peraltro oggetto di un’inchiesta giudiziaria”. Per Fnsi e Alg, “prima di chiedere a un tribunale di chiarire le parole di un comunicato sindacale bisognerebbe avere la coerenza di chiarire come siano effettivamente andate le cose nella pesantissima crisi che ha investito Il Sole 24 Ore. Chiedere danni per 750mila euro a un Cdr per un comunicato sindacale redatto in un gruppo in profonda crisi allo scopo di mettere in evidenza le incongruenze dell’editore crea un precedente pericolosissimo, perché di fatto cerca di imbavagliare il sindacato di base chiedendo a quattro colleghi che hanno cercato di difendere la redazione un risarcimento monstre. Agire contro il Cdr è come agire contro tutto il sindacato. Noi saremo al fianco dei colleghi in ogni sede e in ogni modo possibile”.