Più di mille lavoratori hanno passato la giornata in assemblea permanente nello stabilimento Piaggio Aerospace di Villanova d’Albenga, dopo che giovedì il fondo emiratino Mubadala development ha annunciato l’intenzione di chiedere al ministero dell’Economia l’amministrazione straordinaria. Il nuovo governo non ha sbloccato lo stanziamento di 766 milioni per l’acquisto di 20 droni che era stato messo in cantiere prima delle elezioni dalla ex ministra della Difesa Roberta Pinotti. Davanti allo stallo, il fondo di Abu Dhabi ha deciso di non investire più nella società rilevata nel 2014 con la benedizione dell’allora premier Matteo Renzi. E, a fronte dello stato di insolvenza, ha scelto di lasciare a commissari di nomina governativa il compito di mettere a punto un programma di ristrutturazione.

L’annuncio è arrivato a due giorni da un vertice ministeriale durante il quale il governo aveva ribadito di ritenere l’azienda, che ha 1.200 dipendenti tra Villanova e Genova, “un asset di importanza strategica per il Paese”. “Il governo sta lavorando in questi giorni – aveva detto il vice capo gabinetto Giorgio Sorial – per conferire solidità di lungo periodo al piano industriale dell’azienda offrendo tutto il supporto possibile”. Supporto che avrebbe dovuto concretizzarsi in una commessa per il drone P2HH. La ministra Pinotti aveva presentato alle Camere uno schema di decreto ministeriale per l’acquisto dei velivoli senza pilota, ma con la fine della legislatura e l’avvicendamento a Palazzo Chigi l’iter si è arenato.

“Nonostante l’impegno e il duro lavoro di tutti i dipendenti così come il significativo supporto finanziario sostenuto dal socio nel corso degli anni, le assunzioni fondamentali del piano di risanamento approvato nel 2017 non si sono concretizzate“, recita il comunicato di Mubadala. “La continua incertezza e le attuali condizioni di mercato fanno sì che la società non sia più finanziariamente sostenibile“. Antonio Apa, Segretario Generale Uilm Genova, ha sottolineato che “il pericolo esisteva ed era noto” e si è chiesto perché il governo durante l’incontro dei giorni scorsi “abbia buttato acqua sul fuoco dicendo che era in atto una interlocuzione tra azionisti e Governo italiano nella persona del primo Ministro Conte e che quindi, a nostra precisa domanda, le bocce sarebbero rimaste ferme fino al prossimo incontro di inizio dicembre, col silenzio assenso dell’azienda”.

Il governatore ligure Giovanni Toti ha fatto sapere che “il ministro Di Maio ha spiegato che la strada dell’amministrazione controllata è stata individuata come quella di maggior tutela per Piaggio Aero e che, attraverso questo strumento, si lavorerà per dare un nuovo assetto stabile al gruppo e che l’esecutivo sosterrà i piani di sviluppo necessari”. Secondo quanto emerso durante l’assemblea dei lavoratori, tra le ipotesi sul tavolo ci sono ora la cessione oppure l’ingresso di nuovi soci. E non è escluso che pure in questo caso si decida per un intervento pubblico attraverso Cassa depositi e prestiti o Leonardo. Lunedì i dipendenti saranno in sciopero ed è previsto un corteo sotto la sede dell’Unione Industriali e fino alla Prefettura, per lanciare “un messaggio forte e chiaro alle istituzioni”.