È proprio di questi giorni la polemica interna al governo che vede un ministro, Salvini, grande sostenitore degli inceneritori e l’altro ministro, Di Maio, tentare invece di sostenere uno dei capisaldi ambientali del M5s, che da sempre dichiara di essere contrario a questo sistema di gestione dei rifiuti. Vale la pena ricordare al nostro ministro degli Interni che la direttiva europea prevede la seguente sequenza gestionale dei rifiuti, in rigoroso ordine prioritario: prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero per altri scopi, come l’energia e lo smaltimento.

Sulla prevenzione molto rimane da fare e si potrebbe anche dire che la politica è un pochino latitante, permettendo ancora abbondante uso di imballaggi vari che producono montagne di residui che diventano poi rifiuti. È proprio sulla gestione dei rifiuti che mi pare che il ministro Salvini, che afferma a più riprese di voler guardare avanti, sia invece propenso a sostenere sistemi che guardano all’indietro. La “termovalorizzazione”, come la chiama lui – termine tra l’altro definito improprio e fuorviante dalla stessa comunità europea perché tecnicamente non coerente con la tecnologia proposta – è al penultimo posto della gerarchia gestionale.

Tecnicamente, bruciare rifiuti significa immettere nell’aria il 30% di ciò che si brucia, pur con i filtri presenti che non fermano tutte le nanopolveri killer generate dalla combustione, quindi generando inquinamento pericolosissimo per la salute. Una sana raccolta differenziata porterebbe ad un maggior rispetto della direttiva europea, un maggior rispetto dell’ecosistema, della salute di tutti gli esseri viventi. Nella mia città (Trento) siamo intorno al 81% di raccolta differenziata e, come ci siamo arrivati noi, possono arrivarci tutti! Certo è che, invece di sparare a zero dicendo che i rifiuti bruciati con i fuochi avvelenano i bambini (e questo è verissimo) si cercasse di combattere i giri “mafiosi” che ci sono sui rifiuti in quelle zone, forse le cose cambierebbero. E questo tema, guarda guarda, è proprio di competenza del ministro Salvini. Se ne vuole occupare, tra un proclama e l’altro, oppure preferisce sostenere le lobby degli inceneritoristi? Perché sarebbe anche ora di vedere qualche fatto reale su questi temi ambientali, magari un progetto che guardi avanti davvero e non che si ripropongano le solite soluzioni degli anni 70-80 che permettono di avvelenare la gente “legalmente” con gli inceneritori.

Avviare un percorso serio di progettazione della raccolta differenziata in quei luoghi sarebbe davvero la novità moderna, caro ministro Salvini. Ma mi rendo conto che tale percorso è impegnativo e implica un cambio profondo di mentalità e di approccio. Forse, però, i bambini di quei luoghi, che sempre il ministro cita, un giorno diventeranno uomini e donne e potrebbero apprezzare un percorso simile, vicino al rispetto dell’uomo e degli altri esseri viventi; linea guida, peraltro indicata dal Santo Padre, nella sua enciclica Laudato Sii, dove sapientemente indica a noi cristiani la via per una corretta esistenza in armonia con madre natura. Ma, sempre forse, questo non interessa a chi vede negli inceneritori solo l’aspetto economico di una fantomatica produzione di energia “gratuita”. Anche qui, però, la smentita arriva subito! Un inceneritore può arrivare al massimo a un 25-30% di rendimento, Significa che il 70% dell’energia va persa. Quindi se nemmeno qui è conveniente, dove sta la vera convenienza? La risposta è presto detta: la convenienza di tali sistemi non è per i bambini citati dal ministro, non è per la soluzione della gestione dei rifiuti, ma è per altre persone, per altri scopi. Non certo enunciati nelle linee guida dettate dal Papa, non certo ricercabili nel senso del bene comune. Sappiamo tutti a chi interessano gli inceneritori.