Come anticipato ieri da ilfattoquotidiano.it, da oggi l’Agenzia spaziale italiana è guidata da un commissario e da un sub commissario. Si tratta del professor Piero Benvenuti e dell’avvocato Giovanni Cinque, il primo indicato dal Movimento 5 Stelle, il secondo dalla Lega di Salvini, che conferma il suo strapotere nel settore. Entrambi si insedieranno la prossima settimana, forse già lunedì, e sono figure che riportano al passato dell’Asi: Benvenuti è stato sub commissario e poi consigliere d’amministrazione dell’Agenzia dal 2007 al 2013, mentre Cinque è stato consulente legale del Centro italiano ricerche aerospaziali dal 2012 al 2015. Sia Benvenuti che Cinque, quindi, hanno lavorato al fianco di Enrico Saggese, l’ex presidente Asi arrestato nel 2014 (ai domiciliari) e tuttora a processo per concussione e corruzione. Proprio i legami con l’ex capo dell’Agenzia sono al centro delle critiche di chi non vede di buon occhio queste due nomine proposte dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e accolte dal premier Giuseppe Conte, che in giornata ha firmato le nomine. Commissario e sub commissario – che secondo quanto risulta a ilfattoquotidiano.it non potranno diventare presidenti dell’Agenzia – resteranno alla guida dell’Asi per il tempo necessario a perfezionare il bando di gara che porterà all’individuazione del successore di Roberto Battiston, silurato il 6 novembre scorso dal Miur. Il commissariamento durerà al massimo sei mesi e finirà prima delle elezioni europee di maggio 2019.

La prima dichiarazione del commissario Benvenuti (72 anni, astrofisico in pensione dall’università di Padova) alle agenzie di stampa è tutta orientata alla normalizzazione dell’Asi: “Ho appena ricevuto il decreto, conosco bene l’Asi, così come l’Agenzia spaziale europea – ha detto – È molto importante, in quei tavoli, mantenere la continuità. Un vuoto di potere da parte dell’Italia potrebbe essere sfruttato dagli altri paesi”. Benvenuti ha anche parlato dei suoi rapporti con Roberto Battiston: “Ci conosciamo da lunga data e per avere gli aggiornamenti sull’ente chiederò aiuto anche a lui” ha spiegato il neo commissario, che però non ha risparmiato critiche velate all’astrofisico. La sua colpa, a leggere tra le righe delle dichiarazioni di Benvenuti, è stata quella di non aver lasciato l’incarico dopo il cambio del governo. “La scelta di rimuoverlo è stata una scelta politica – ha detto Benvenuti – Ma anche a me capitò di ritrovarmi presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica dal 2003 al 2007, con la Moratti ministro. Quando subentrò il nuovo governo, non ritrovai la stessa sintonia con il suo successore Mussi. Preferii dimettermi. È inutile fare battaglie contro una volontà politica avversa“. Il commissario prevede di essere al lavoro dalla prossima settimana: “Ho accettato con spirito di servizio per il Paese, porterò avanti questo incarico fino all’insediamento del nuovo presidente, comunque per un periodo non superiore a sei mesi. Tutto è accaduto in maniera velocissima – ha spiegato Benvenuti – Sono stato contattato martedì e il decreto è stato firmato la sera di giovedì 14. Sono stato contattato dal ministro, che mi ha chiesto la disponibilità e ho accettato, soprattutto considerando il vuoto nella dirigenza dell’ente alla luce dei suoi tanti impegni a livello nazionale e internazionale”.

Originario di Conegliano (Treviso), Benvenuti è nato il 16 febbraio 1946 e ha dedicato tutta la vita alla ricerca in campo astronomico. Ha insegnato nell’università di Padova e poi ha lavorato nell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), nell’Osservatorio Europeo Australe (Eso) e nell’università di Cagliari. Dal giugno 2003 è stato commissario straordinario dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e poi presidente dello stesso ente. Nel 2007 si è dimesso ed è rientrato in servizio nell’università di Padova. Per quattro anni, come detto, ha fatto parte del cda dell’Asi e in seguito è stato segretario generale dell’Unione Astronomica Internazionale (Uai). Il sub commissario Giovanni Cinque, invece, ha 51 anni ed è un esperto di diritto aerospaziale, nonché consulente legale anche per un’agenzia pubblica del ministero della Difesa. Nelle sue prime parole alla stampa, ha subito rispedito al mittente le accuse di legami troppo stretti con Enrico Saggese: “Sono stato consulente del Cira sotto cinque presidenti dell’Asi. Non è giusto ricordare solo la mia collaborazione con l’ex presidente Saggese“. Ciò che Cinque non dice, però, è che la consulenza di cui parla è stata risolta cinque mesi prima del tempo dal successore di Saggese al Cira perché erano emersi dubbi sulla regolarità della procedura di affidamento adottata rispetto alla normativa in materia di appalti di servizi.