Dopo le proteste, il governo promette ai risparmiatori che hanno perso soldi investiti in obbligazioni e azioni delle banche liquidate o “risolte” di modificare i paletti sul ristoro e di cancellare lo “scudo” per gli istituti e le autorità di vigilanza. Che, stando alla formulazione attuale, non potrebbero subire azioni legali da parte di chi incassa il rimborso del 30%. I sottosegretari all’Economia Massimo Bitonci e Alessio Villarosa hanno incontrato l’Associazione Vittime del Salva-banche e Bitonci ha annunciato: “Continueremo a mantenere con loro il filo diretto per aprire un tavolo di coordinamento permanente che ci supporti nella fase emendativa e nella modifica del testo di legge in base alle loro fondate osservazioni”. Ma i rappresentanti dei truffati sono tutt’altro che soddisfatti: “Il governo afferma che tutte queste modifiche migliorative saranno inserite nel collegato fiscale, ma ovviamente non conosciamo né i tempi né le modalità, e permane almeno da parte dell’Associazione vittima del Salvabanche profonda insoddisfazione“, scrive in una nota la presidente Letizia Giorgianni.

Nella legge di Bilancio vengono stanziati per il ristoro 525 milioni di euro l’anno dal 2019 al 2021. Il fondo è rivolto ai “risparmiatori che hanno subìto un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del giudice o con pronuncia dell’Arbitro per le controversie finanziarie (ACF), in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento di azioni emesse da banche aventi sede legale in Italia poste in liquidazione coatta amministrativa (come Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza), o in risoluzione (come Etruria, Marche, CariChieti, CariFerrara)”. Il ristoro sarà del 30% nel limite di 100mila euro. “Lo ribadiamo: il 30 per cento del ristoro è solo un acconto rispetto a quanto perso”, ha detto Bitonci.

Secondo la presidente dell’Associazione Vittime del Salva-banche, Letizia Giorgianni, Villarosa ha garantito la cancellazione della “famigerata norma del condono in favore di banche e organi di vigilanza contenuta alla lettera f, del comma 3 dell’articolo 38 della legge di bilancio verrà cancellata”. Ma “nessuno, purtroppo, è stato in grado di spiegarci come mai il Consiglio dei Ministri abbia licenziato un pasticcio di questo genere. Non ci servono spiegazioni per capire che ne avrebbero beneficiato Banca Intesa, Ubi Banca, Consob e Bankitalia. Per il resto abbiamo ricevuto serie assicurazioni su una possibile implementazione del Fondo in un futuribile collegato. Non abbiamo purtroppo registrato ancora nessuna disponibilità in favore degli obbligazionisti che non hanno acquistato i loro titoli direttamente presso la banca emittente. Fra le molte sfumature sgradevoli della giornata abbiamo registrato anche un’attenta regia nella gestione della discussione nell’evidente intento di non consentire alla nostra Associazione di prendere parola”.