Diciotto casi di bambini nati tra il 2000 e il 2014, senza braccia o con malformazioni agli arti superiori, di cui 8 in un raggio di soli 17 chilometri quadrati attorno al villaggio di Druillat, nel dipartimento dell’Ain. Il caso è stato svelato in Francia grazie alla denuncia dell’epidemiologa Emmanuelle Amar, direttrice del registro delle malformazioni congenite della regione Rodano-Alpi (Remera), che ha reso pubblico il tasso anomalo di malformazioni nella zona di Druillat: 7 neonati senza braccia o mani tra il 2009 e il 2014, una cifra 58 volte superiore al normale. Un dato, secondo Amar, non spiegabile attraverso fattori genetici né con l’uso di sostanze.

Dopo la divulgazione dei dati, l’Agenzia per la salute pubblica ha deciso di aprire una inchiesta nazionale: il ministro della Salute, Agnes Buzyn, ha comunicato che i risultati sono attesi entro il 31 gennaio. La scorsa settimana sono stati diffusi i risultati di indagini regionali condotte nelle tre zone interessate (la Bretagna, la Loira Atlantica e, appunto, il dipartimento dell’Ain), che, a sorpresa, hanno negato qualunque anomalia, pur riscontrando un eccesso non spiegato di malformazioni (agenesia trasversale degli arti superiori) in Bretagna e Loira. Alcuni scienziati intervistati da Le Monde, però, avevano criticato i risultati della ricerca, denunciando “errori grossolani” nel metodo con cui era stata condotta. Nel frattempo a Emmanuelle Amar e al suo team è stato comunicato il preavviso di licenziamento: ufficialmente il motivo è la mancanza di fondi per il prossimo anno, ma secondo l’epidemiologa si tratta di una vendetta per aver sollevato il caso. La procedura è stata poi sospesa lunedì 29 ottobre, dopo poco più di una settimana.

Ieri, martedì 30 ottobre, è stata invece diffusa la notizia dell’individuazione del diciottesimo caso, l’ottavo intorno a Druillat. Louis, sei anni, è nato senza le dita di una mano: grazie alla mediatizzazione della vicenda, la madre Axelle è venuta a conoscenza degli altri casi. “Nessuno me l’aveva mai detto, sono molto arrabbiata perché avremmo potuto saperlo prima”, ha detto all’emittente francese Rtl. “È importante che sappiano perché sono nati così in modo che possano crescere correttamente, hanno bisogno di sapere”, dice. Lunedì ha deciso di spiegare al suo bambino che altri bambini, non lontano da casa, sono nati con una malformazione. “Lo rende felice, si sente meno solo”, ha raccontato.

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