“Meglio che muore lei che noi in galera”. E’ la frase choc, presente nell’ordinanza del gip, che secondo alcuni testimoni avrebbero pronunciato Brian Minteh, Alinno Chima e Yousif Salia, tre dei quattro accusati dello stupro e omicidio di Denisee Mariottino. Il gip di Roma, Maria Paola Tomaselli, ha convalidato il fermo dei tre indagati per la morte e lo stupro di Desirée Mariottini. Il giudice si è riservato di decidere nelle prossime ore in merito all’emissione della misura cautelare. I tre sono stati interrogati nel carcere di Regina Coeli: secondo quanto riferisce l’Ansa, l’unico a rispondere alla domande del gip è stato il senegalese Brian Minteh, mentre il suo connazionale Mamadou Gara e il nigeriano Alinno Chima hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. “Io non c’entro nulla con questa storia. Non sono stato io, sono stati altri“, ha detto Minteh. Il senegalese avrebbe fatto i nomi di altre persone. Elementi che verranno ora verificati dagli inquirenti.

Gli indagati hanno agito “con pervicacia, crudeltà e disinvoltura” mostrando una “elevatissima pericolosità e non avendo avuto alcuna remora”, scrive il gip Tomaselli nell’ordinanza con cui ha disposto il carcere per i tre cittadini africani. I fermati hanno posto in essere “condotte estremamente lesive in danno di un soggetto minore giungendo al sacrificio del bene primario della vita”.

Per il magistrato esiste, inoltre, un “concreto pericolo di recidiva e di fuga”. Il magistrato afferma che siamo in presenza di “soggetti tutti irregolari sul territorio nazionale rispetto al quale non presentano alcun tipo di legame familiare e lavorativo” ma sono dediti all’attività di spaccio.

“Non mi sarei mai permesso neanche di sfiorare Desirée perché si vedeva che era una bambina“, è invece quello che avrebbe riferito al suo avvocato Alinno Chima. “Il mio assistito oggi ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere perché non è in grado di capire di che cosa è accusato”, ha riferito il difensore Pina Tenga, al termine dell’interrogatorio di convalida. Nei confronti dei tre fermati la Procura contesta i reati di omicidio, violenza sessuale e cessione di stupefacenti. Stessi reati contestati al quarto fermato, Yusif Sali, un cittadino ghanese, bloccato venerdì a Borgo Mezzanone e trovato anche in possesso di 11 chilogrammi di droga. Il suo fermo dovrà essere convalidato a Foggia.