“L’odio non è un fatto di questi giorni: dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, i vinti per anni tennero per sé certi discorsi ma la storia è terribile, rende tutti dei vinti: e certi discorsi tenuti nascosti riemergono, il tempo passa, i testimoni muoiono, e ritornano alla luce i sentimenti più osceni”. Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre, testimone della Shoah, spiegando in una conferenza stampa a palazzo Madama la necessità dell’approvazione del ddl sulla Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, di cui è prima firmataria. Segre si è riferita anche al web come “veicolo d’odio estremamente pericoloso” e al linguaggio in generale sempre più violento: “Bisogna contrastare -ha ammonito- la fascistizzazione del senso comune che sta appena una tacca sopra l’indifferenza che 80 anni fa” con il varo delle leggi razziali “coprì di vergogna l’Italia fascista”. Insieme a Segre nella sala Caduti di Nassirya anche la collega senatrice a vita Elena Cattaneo, Loredana De Petris (Leu), Milena Santerini, e Emma Bonino. La senatrice di +Europa ha messo in guardia: “E’ vero che la storia non si ripete in forme uguali -ha affermato- ma oggi assistiamo nel linguaggio a tabù che vengono sdoganati da alcune istituzioni del nostro Paese. Le manette non le mette il ministro dell’Interno, ma la magistratura… E sento parlare di limitare i poteri del Presidente della Repubblica. Mi preoccupo e penso che si stanno mettendo in discussione le basi elementari della democrazia liberale come l’abbiamo conosciuta fino a oggi”. L’ex ministro degli Esteri ha notato che mancano le firme di senatori di diversi altri gruppi, di maggioranza e opposizione. “Vorrà dire che faremo un giro ulteriore per chi era distratto, magari farà mente locale…”, ha detto

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