Parliamo dei Killing Joke. Chi segue queste pagine conosce la passione di chi scrive per gli anni del post punk, ergo parlare di un gruppo come quello londinese riconduce a entusiasmi giovanili mai sopiti e, oltretutto, clamorosamente rivitalizzati dalle celebrazioni in corso per il quarantennale (1978-2018) non solo della band ma di tutto il periodo.

Proprio questa sera, giovedì 25 ottobre 2018, sbarcherà a Parma per una data esclusiva per l’Italia: Laugh At Your Peril – 40th Anniversary Tour. Il concerto di Jaz Coleman e soci si terrà presso Campus Industry Music, in Largo Simonini (ore 21.30, biglietti alla cassa 35 euro, cancelli aperti a partire dalle 19.30).

Ora, essendo sulle pagine di un quotidiano nazionale on line e non su una rivista di settore, proverò a raccontare in pillole le loro gesta. I post recenti qui pubblicati riconducono a un iter spalmato sopra “9 punti 9”. Facile pensare a un piacevole cliché collegato alle linee di questo blog, nato nel 2011 e che prevede alla fine di ogni articolo una playlist di nove canzoni.

E allora cominciamo.

1. I Killing Joke provengono dagli anni della new wave. L’hanno attraversata nelle sue diverse fasi, rielaborandone concetti e struttura; funk e punk pongono le basi per un suono cangiante, la cui iridescenza si infrange sui prodromi della musica industrial e metal. Il post punk è soltanto un passaggio, le decadi successive li traghetteranno all’interno di un percorso non sempre compiuto ma certamente coerente.

2. È doveroso annoverarli di diritto tra i padri fondatori di un certo sentire. I cosiddetti “gruppi matrice”, quelli che hanno tracciato le coordinate di un segmento estremamente frazionato. Tra gli altri: David Bowie (lui è il prezzemolo), Joy Division, Siouxsie and the Banshees, Magazine, Pere Ubu, The Sound, The Cure, Bauhaus e, appunto, Killing Joke (ma sono tantissimi i gruppi che meriterebbero di essere parte integrante di questa lista).

3. Per chi non l’avesse capito, stiamo parlando degli anni intercorsi tra il 1978 (l’origine) e il 1984 (il termine). Qualcuno lo chiama post punk, altri new wave, quel che è certo è che parliamo di un periodo in cui la musica riusciva nuovamente a reinventarsi: sonorità declamanti, affabulazioni sintetiche, reiterazioni distorte e ancora, percussioni brutali, oscurità indefinibile e, in fondo al tunnel, uno squarcio nel buio, il cui bagliore cadenzante illumina a giorno la grande stagione degli anni 80.

4. Jaz Coleman è un personaggio affascinante e idiosincratico. Più semplicemente un artista le cui linee di demarcazione restano indefinite, soprattutto sul palco. La voce non è più quella di un tempo ma è solamente un dettaglio, a compensare è l’indiscutibile magnetismo in grado di ipnotizzare letteralmente il pubblico. La furia che lo pervade è solamente un passaggio obbligato entro la rabbia occulta di una band che, on stage, non conosce limiti.

5. Una volta presa in mano la discografia, maneggiatela con cura. Il percorso non è semplice; è piuttosto figlio di un coacervo di sonorità sapientemente manipolate e che mostra – come detto –  la coerenza indiscutibile di una band storicamente distante dai compromessi.

6. Non tutto è filato liscio. Gli anni 90 e i successivi evidenziano a tratti una certa ritrosia nel rivendicare se stessi, ancor di più la propria memoria, dimenticata all’interno di album lontani dalle origini. Proprio gli albori restano capisaldi indiscutibili dell’intera discografia.

7. I Killing Joke sono musicalmente trasversali ed è proprio per questo che hanno influenzato diverse formazioni: Nirvana, Ministry, Nine Inch Nails, Napalm Death, Big Black, Tool, Metallica, Primus, Jane’s Addiction, Soundgarden, Faith No More, Korn, Helmet, The Young Gods, giusto per citarne alcune. Esistono, dunque, i presupposti per inscriverli di diritto nell’olimpo delle grandi band, quelle che hanno fatto la storia.

8. Il tour, partito a settembre, è importante: 45 concerti in giro tra America ed Europa in grado di riproporre i grandi successi della carriera. Un tour che troverà la data conclusiva il prossimo 17 novembre proprio nella loro Londra. Per l’occasione del quarantennale la band ha realizzato un maestoso box set contenente tutta la loro discografia: 16 doppi cd con inserti stampati al prezzo complessivo di 150 sterline (circa 170 euro).

9. L’esibizione di Parma è inserita nel cartellone di un evento molto particolare: la rassegna Il rumore del lutto, iniziativa che da oltre un decennio si sviluppa nei giorni della commemorazione dei defunti e si pone come obiettivo quello di offrire una modalità alternativa per vivere “i giorni della memoria”, proprio attraverso l’arte e la cultura. Parliamo di un vero e proprio Festival, unico in Italia e in Europa. Qui il programma della 12° edizione che negli oltre 40 eventi disseminati nel cuore della cittadina emiliana offrirà, oltre ai Killing Joke, un’altra grande esclusiva musicale: sabato 3 novembre saranno infatti gli Young Gods (info ticket) a impreziosire ulteriormente il cartellone della sei giorni.

9 canzoni 9 … dei Killing Joke 

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