Nessuna marcia indietro, solo un ammorbidimento dei criteri. Dopo le proteste per la decisione del Comune di Lodi di estromettere circa 200 bambini dalle agevolazioni sul prezzo della mensa a scuola, la giunta guidata dal sindaco della Lega Sara Casanova ha rimesso mano alle norme sull’accesso al servizio di refezione. Il regolamento infatti non prevede l’autocertificazione e per molti stranieri è difficile reperire la documentazione che accerti che non possiedono proprietà nel loro Paese d’origine. Con le nuove linee guida, le maglie si allargano, dopo le critiche che erano arrivate anche dal vicepremier Luigi Di Maio e l’indignazione che aveva portato a una raccolta fondi per permettere ai bambini di tornare in mensa con i loro coetanei.

L’autocertificazione varrà, infatti, se è accompagnata da una dichiarazione resa dalla rappresentanza diplomatica che attesti l’impossibilità per quel Paese di rilasciare le certificazioni necessarie, o che attesti che la certificazione relativa ai beni immobili (o ai redditi e ai beni mobili) è limitata soltanto ad una porzione di territorio perché non esiste un elenco ricognitivo dell’intero territorio nazionale.

Nel caso dei Paesi che hanno sottoscritto la convenzione dell’Aia, sarà valida un’apostille (ovvero una certificazione che convalida sul piano internazionale gli atti). Se non è indicata una data di validità della certificazione, il certificato sarà ritenuto valido per diciotto mesi dalla data di rilascio da parte della competente autorità straniera, con possibilità di proroga fino alla conclusione del servizio per la fruizione del quale è stato prodotto.

La vicenda continua a rimanere oggetto di accesa discussione. “Alla mensa separata di Lodi rispondiamo che i mille colori dei nostri bambini sono solo bellezza da preservare. Qui a Racale si mangia tutti insieme!”, ha spiegato Donato Metallo, sindaco della “Città della Follia“, nel basso Salento, il quale lancia un’iniziativa promossa dai cittadini che hanno organizzato per domenica prossima “Il pranzo a colori“, “perché noi il pane lo condividiamo“, ha aggiunto. “Le nostre tavole sono colorate ed odorano di umanità, di comunità – conclude Metallo – Rispondiamo sedendo tutti insieme, intorno alla stessa tavola, senza distinzioni, spezzando il pane e versando anche del buon vino”.