Google ieri, insieme ai nuovi smartphone Pixel 3, ha presentato anche la terza generazione della Google Chromecast. Si tratta del piccolo dispositivo che è in grado di trasformare la maggior parte dei televisori in una Smart TV. Il nuovo modello vanta prestazioni migliori e qualche altra miglioria tecnica. Si potrà comprare nel negozio ufficiale di Google e altrove, nelle prossime settimane.

La nuova Chromecast dovrebbe essere il 15% più veloce rispetto al modello precedente (risalente a tre anni fa), e può trasmettere filmati con risoluzione Full HD 1080p a 60 FPS (prima erano 30 FPS), oltre a confermare tutte le capacità del modello di seconda generazione. Inoltre integra anche la funzione Chromecast Audio, precedentemente disponibile su un dispositivo separato. In pratica permette di usare via wireless una sorgente audio come uno smartphone, un tablet o un PC. Questa funzione però non è ancora attiva, ma lo sarà entro la fine dell’anno grazie a un aggiornamento software. Per chi ha un televisore 4K la scelta invece resta la Chromecast Ultra, che non è stata aggiornata.

Che cos’è Google Chromecast

La nuova versione di questo oggettino rappresenta solo un piccolo miglioramento rispetto al modello attualmente in commercio, ma a cosa serve? La risposta più comune è che Chromecast rende smart anche i vecchi televisori. Basta una porta HDMI e una porta USB (o una presa di corrente abbastanza vicina) sul televisore per utilizzarla. Ovviamente è necessaria anche una rete Wi-Fi domestica e una connessione Internet (almeno 7 Mbps nominali).

Si parte collegando la Chromecast a una porta HDMI del televisore e con il telecomando si seleziona lo specifico ingresso. Dopodiché si scarica e si installa l’applicazione Google Home sul cellulare, disponibile tanto per Android quanto per iPhone o iPad. Infine bisogna configurare sulla app i parametri di accesso alla propria rete Wi-Fi di casa, quindi login e password.

A questo punto è sufficiente installare tutte le app di servizi online compatibili (YouTube, Facebook, Netflix, TIM Vision, Infinity, Raiplay, etc.) sul proprio cellulare o tablet per godere della fruizione via Chromecast. Bisogna immaginare quindi il dispositivo come un ponte “per trasferire” ogni cosa sul televisore. La lista di app è davvero molto lunga e si può consultare alla pagina specifica. La grande mancanza per ora è senz’altro Amazon Prime Video, una lacuna fastidiosa dovuta più che altro a un’inimicizia tra le due aziende e non a che ostacoli tecnici – di fatto inesistenti.

Con il televisore accesso e sintonizzato sul canale Chromecast, apriamo l’app che vogliamo usare, diciamo Netflix. Sarà visibile una nuova icona per collegarsi: toccandola si sceglie la Chromecast (ce ne potrebbe essere più di una) e sullo schermo appare il logo dell’app specifica. Non resta che scorrere il catalogo (sullo smartphone) e selezionare che cosa guardare e premere play.

Potrebbe sembrare che si stia trasmettendo dallo smartphone al televisore ma non è così. Ciò che accade in realtà è che la Chromecast si connette direttamente a Internet via Wi-Fi, e lo smartphone svolge semplicemente la funzione di telecomando molto avanzato (e molto comodo). Dopo che la riproduzione è iniziata lo si può anche spegnere in effetti; se sul telecomando del vostro televisore ci sono i pulsanti Play e Pausa, potrete usare quelli per controllare la riproduzione.

Per televisori vecchio stile ma non solo

Chromecast è quindi l’ideale per rendere moderno un televisore di vecchio stampo, magari con un bel pannello ma senza le ormai ordinarie funzioni “smart”. Insomma, se avete un televisore senza app potete usare una Chromecast e spendere 40 euro invece di cambiare tutto il televisore.

Non è però l’unico motivo per prendere una Google Chromecast. L’altro, forse ancora più rilevante, è che usare il tablet e lo smartphone è infinitamente più comodo ed ergonomico rispetto al normale telecomando del televisore. Almeno per operazioni complesse, mentre per cambiare il volume è meglio il sistema tradizionale.

Prendendo a esempio Netflix, da una parte dovremo usare i tasti di gomma per scorrere il catalogo, e qualche intrepido potrebbe persino sopportare la fatica di fare una ricerca usando quelli. Sul telefono invece si scorre il dito e si scrive con la tastiera. È un altro mondo, e potrebbe valere la pena di spendere qualcosa solo per avere questa maggiore comodità – è una di quelle cose che una volta provata non si torna indietro. Inoltre, dettaglio tutt’altro che trascurabile, tramite Chromecast si sono molte applicazioni per tutti i gusti. Attenzione: se avete un televisore recente potrebbe già integrare la tecnologia Chromecast  (molti Sony lo hanno per esempio). Prima di ordinarne una, controllate se nel manuale di istruzioni della TV o sulla scatola c’è il logo del gadget di Google.

Chromecast Audio

L’uso “naturale” di Google Chromecast è la riproduzione di video, ma non è l’unica possibilità. Esiste infatti anche Chromecast Audio, una proposta che come abbiamo anticipato sarà abilitata via software nelle Chromecast di terza generazione. Un’integrazione che potrebbe essere discutibile, tuttavia, visto che a quanto pare è presente solo il connettore HDMI – mentre per l’audio è ancora molto comune l’uso del jack. Nel caso, bisognerà procurarsi un adattatore, il che snatura un po’ l’idea di comodità e immediatezza.

In questo caso, la Chromecast Audio si collega a un altoparlante. E poi ci si ascoltano Spotify ed Apple Music, o Deezer, o Tidal, o qualsiasi servizio streaming musicale. Il dettaglio interessante è che Chromecast Audio permette la cosiddetta riproduzione “multi-room”, quella che alcuni anni fa si chiamava “filodiffusione”.

In altre parole, se c’è un altoparlante wireless in cucina, uno in salotto e l’altro in camera da letto, si può collegare una Chromecast audio a ognuno di essi. E si potrà sentire la stessa musica, perfettamente sincronizzata in tutta la casa.

Chromecast Ultra

Questa versione di Chromecast – appunto Ultra – è pensata per il pubblico più esigente e raffinato. Rispetto al modello base offre due elementi distintivi: può gestire vide con risoluzione 4K e modalità HDR (High Dynamic Range), ed è dotata di una porta Ethernet. Quindi si può collegare con il cavo: potrebbe sembrare un controsenso, ma per video ad alta risoluzione il Wi-Fi potrebbe non bastare – dipende dal router e dai disturbi di segnale.

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