Questo governo offre gratis pasticci quotidiani, e fa già per tre. Offre a tutti motivi per sbeffeggiarlo, e non dovremmo curarci di trovarne altri per dirci sazi. E invece… Ora, per esempio, non ci sta bene che i soldi del reddito di cittadinanza siano destinati a soddisfare bisogni primari e, almeno in teoria, ad escludere le spese di non stretta necessità.

Possiamo essere contro questa misura, ritenerla puramente assistenziale, giudicarla uno spreco. Ma non possiamo irridere lo sforzo, almeno teorico, di contenerla nella cornice per la quale è immaginata. Invece costruiamo fantasie, parliamo a vanvera di Stato etico, di Stato occhiuto, di ipertrofia del controllo.

C’è da scommetterci che ci scandalizzeremmo con enfasi uguale e contraria se ci imbattessimo in un tizio che bruciasse in spese decisamente voluttuarie ciò che gli è concesso in ragione della sua povertà assoluta e certificata.    

Dove esiste il sussidio esiste il controllo sul suo utilizzo. Dovremmo essere i primi a esigerlo, ma soprattutto dovremmo saper bene come spendere la nostra protesta e non dilapidarla nel vuoto pneumatico di una polemica senza capo né coda.