Una pista italiana, forse una traccia che porta in Albania. Una donna legata a doppio filo al presunto mandante dell’esecuzione di Jan Kuciak. A poco più di una settimana dai quattro arresti per l’omicidio del cronista che indagava sul malaffare tra Slovacchia e Italia – tra cui un ex poliziotto e un ex soldato – è il capo della polizia slovacca, Milan Luciansky a far intravedere il percorso intapreso dalle indagini. E lo fa al sito Aktuality.sk, proprio quello per cui lavorava il giornalista 28enne ucciso insieme alla fidanzata Martina Kusnirova nella propria abitazione di Vel’ka Maca il 21 febbraio scorso: un assassinio subito collegato alle indagini del reporter sui rapporti tra il governo del Paese e la ‘ndrangheta. “La pista italiana – ha detto Luciansky – non è esclusa, così come non lo è quella albanese. Siamo ancora nella fase delle indagini”. E ciò nonostante i quattro indagati per il delitto siano tutti di nazionalità slovacca: oltre all’ex poliziotto Tomas Szabo – sospettato di essere l’esecutore del cronista – e all’ex soldato Miroslav Marcek, arrestati giovedì 28 settembre, ci sono l’imprenditore Zoltan Andrusko e l’interprete di italiano Alena Zsuzsova, fermati il giorno successivo.

Proprio la Zsuzsova, secondo gli inquirenti, avrebbe ordinato l’omicidio, pagando almeno 70mila euro, di cui 50mila versati direttamente agli esecutori. Avrebbe agito, però, dietro mandato di altri soggetti, che gli investigatori non sono riusciti a identificare. Infatti il blitz che ha condotto agli arresti, ha rivelato l’investigatore, si è svolta “prematuramente“, per paura che una fuga di notizie vanificasse l’operazione. “Avremmo potuto rimandare l’intervento ancora di due mesi e forse saremmo riusciti a catturare il mandante”, ha detto Luciansky, dichiarandosi “molto dispiaciuto“. Secondo i media slovacchi, dietro l’omicidio ci sarebbe il controverso imprenditore Marian Kocner, per cui l’interprete lavorava e che era stato protagonista di molti articoli firmati da Kuciak. Al contempo, la Zsuzsova fa parte degli organi societari di diverse aziende riconducibili a famiglie del sud Italia presenti in Slovacchia.

Gli arrestati della scorsa settimana, quindi, non sarebbero che l’ultimo anello della catena dietro l’omicidio Kuciak-Kusnirova. “Stiamo lavorando per scoprire da dove viene l’ordine di commettere l’omicidio – ha fatto sapere la procura generale slovacca – è prematuro dire dove ci condurranno le indagini”. E il governo, guidato dal primo ministro Peter Pellegrini – dello stesso partito di Robert Fico, che si dimise dopo l’omicidio pressato dalle proteste di piazza – esprime soddisfazione:  “La scoperta e la punizione dei colpevoli di questo omicidio è una delle priorità del mio governo”, ha scritto su Facebook Pellegrini, che vede così allontanarsi i sospetti di insabbiamento dell’inchiesta sollevati dalle opposizioni.

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