“Una bomba sociale”. “Non è sicuramente anima 5 stelle ed è indigesto per molti”. “E’ in contrapposizione con il nostro programma”. Il decreto su sicurezza e immigrazione, dopo la firma del Colle, inizia l’iter parlamentare con l’obbligo di conversione in legge entro sessanta giorni. Per il provvedimento fortemente voluto dal vicepremier della Lega Matteo Salvini non sarà però un passaggio semplice.

Il motivo? Al di là delle “rifiniture” e delle modifiche suggerite dal Quirinale, Luigi Di Maio ha già detto che il Movimento 5 stelle intende cambiare il provvedimento in Aula e a chiedere modifiche consistenti sono proprio una parte degli eletti grillini. “Andrebbe assolutamente aggiustato”, ha detto la senatrice Paola Nugnes, parlamentare che più volte si è esposta in dissenso con la linea ufficiale del gruppo. “Io reputo che questo decreto non sia giusto per gli italiani, per parlare la lingua di Salvini. Avremo 100mila nuovi irregolari, che andranno a sommarsi ai 500mila attualmente irregolari. L’irregolarità porta a dare un lavoro nero a queste persone. E ad ingrossare le file della malavita, della mafia e della camorra. Visto che non ci sono gli accordi per il rimpatrio, voglio sapere da lui quali sono le soluzioni che propone”. E ha concluso: “Io temo una bomba sociale”.

Giudizio condiviso anche dalla collega Elena Fattori, la parlamentare che si era candidata alle primarie M5s per sfidare Luigi Di Maio e che più volte dall’inizio della legislatura ha espresso le sue perplessità su alcune scelte del governo Lega-M5s: “Io non ho il testo, ma da quello che trapela non è sicuramente anima 5 stelle. Cercheremo di modificarlo, per quello che si riesce. Ma per molti è molto indigesto”. E ha commentato: “L’umanità è importante per noi, i diritti umani sono un punto cardine. Ed è discutibile anche la sicurezza”.

A chiedere modifiche è stato anche il senatore Gregorio De Falcoil primo che in un’intervista al Corriere della Sera aveva criticato apertamente il decreto: “So che è stato limato. Che sia migliorabile non c’è dubbio. E il presidente della Repubblica ha stigmatizzato alcuni aspetti che presentano criticità”. Per il collega Matteo Mantero è addirittura contro le linea di intervento dei 5 stelle: “Le proposte di questo decreto sono in contrapposizione con le proposte del nostro programma. Noi proponevamo di migliorare il sistema degli Sprar. E non è togliendoli che si toglie l’immigrazione clandestina. Ma si riduce l’integrazione”.

La discussione in Parlamento si preannuncia tutt’altro che semplice e non è un caso che aleggi già il fantasma di una possibile fiducia, magari solo in un ramo del Parlamento. Un’ipotesi che sarebbe considerata “uno schiaffo allo spirito del M5s”, secondo Fattori. “Non voglio nemmeno pensarci, mi troverei di fronte a un muro di gomma”, ha continuato Nugnes. E ha chiuso De Falco: “Se ci saranno aspetti non digeribili, trarremo le nostre conseguenze”.