Il decreto legge Milleproroghe è stato approvato al Senato con 151 voti favorevoli, 93 contrari e due astenuti. Ok definitivo per il provvedimento dopo il via libera già arrivato alla Camera. Dopo il voto, dai banchi del Pd si sono levate le critiche alla maggioranza, con qualche “vergogna” urlato qua e là.
Sui vaccini, tema di scontro nelle ultime settimane e in giornata, quando il Partito democratico aveva chiesto il voto segreto, poi respinto dalla Presidenza, è stato dato l’ok allo slittamento a marzo 2019 per la presentazione dei documenti ufficiali delle avvenute immunizzazioni, come previsto dal decreto Lorenzin. I genitori dei bimbi iscritti a materne e nidi, dunque, dovranno produrre un’autocertificazione, come stabilito dalla circolare Grillo-Bussetti, che può avere così valore di legge. Per quanto riguarda le periferie, invece, sono stati stralciati gli 1,6 miliardi previsti dal bando varato dai governi Pd.
Alla fine della seduta si è registrata tensione tra maggioranza e i banchi del Partito democratico, specialmente dopo la dichiarazione di voto di Matteo Renzi, che ha preso in giro il governo. La senatrice del M5s, Alessandra Maiorino, ha dichiarato che “Renzi non segue la discussione in Aula e poi viene qui a fare il suo comizio. In piazza non lo può fare, altrimenti lo linciano“. Dure le proteste dei senatori dem, che hanno pretese le scuse dall’esponente pentastellata e hanno chiesto alla presidente Alberti Casellati di condannarne le parole.

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