“La candidatura italiana finisce qui”. Dopo una settimana di polemiche e la rottura annunciata dal Movimento 5 stelle, Giancarlo Giorgetti ci mette cinque minuti a liquidare lo strano progetto di “Mi-To-Co”, la candidatura di Milano, Torino e Cortina tutti insieme. In audizione al Senato il sottosegretario con delega allo Sport ufficializza ciò che già ieri era diventato abbastanza chiaro: “Non ci sono le condizioni per proseguire con la candidatura tripla”. Ma non è ancora il tempo dei processi: chi accarezzava davvero l’idea di riportare i Giochi in Italia proprio non vuole arrendersi: è già pronto il piano B di un tandem Milano-Cortina, così da tagliare fuori Torino e soprattutto l’opposizione del Movimento 5 stelle.

IL DIKTAT DI SALA E LA CHIUSURA DEL M5S
L’unica cosa certa è che i Giochi invernali del 2026 non saranno targati “Mi-To-Co”. Era la soluzione individuata dalla commissione tecnica del Coni, per non scontentare nessuno, come chiedeva il consiglio dei ministri. In realtà le tre città da quando sono state messe insieme nel dossier hanno solo litigato. Da una parte Beppe Sala, che chiedeva un ruolo da capofila nel nome e nell’organizzazione (anche per le promesse che gli aveva fatto Malagò); dall’altra Chiara Appendino, sindaca 5 stelle che ha aperto mal volentieri alla proposta congiunta. La settimana scorsa Giorgetti aveva provato a tirare le fila, proponendo una bozza di protocollo basata sulla governance centralizzata a Palazzo Chigi e sulla partecipazione paritetica sulle tre città. La trattativa si è arenata su quest’ultimo punto: Milano ha continuato a pretendere una qualche valorizzazione del suo brand. E il vaso dei 5 stelle, insofferenti da giorni nei confronti delle pretese del primo cittadino Pd, è traboccato: “Così non si può andare avanti”, aveva anticipato ieri il responsabile sport, Simone Valente.

GIORGETTI: “È UN FALLIMENTO, ANCHE PERSONALE”
Il sottosegretario Giorgetti in commissione non ha potuto fare altro che prenderne atto, parlando sempre al passato e archiviando tristemente l’ennesima candidatura abortita: “Non intendo ribaltare la responsabilità su alcuno dei sindaci, ma una cosa così importante e seria richiede condivisione, uno spirito che non ho rintracciato: sono prevalse forme di dubbio, sospetto piuttosto che entusiasmo”, ha detto con un po’ di rammarico. “È un fallimento, anche mio personale se volete. Mi dispiace, ma è così: la candidatura così come è concepita non ha il sostegno del governo e quindi finisce qui”.

ZAIA E FONTANA RILANCIANO: “LE OLIMPIADI IN LOMBARDIA E VENETO”
La partita, però, non è ancora chiusa completamente. Nelle parole di Giorgetti (“così come è concepita”) potrebbe anche esserci un’apertura a qualche cosa di diverso. Infatti i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Attilio Fontana, già rilanciano: “Arrivati a questo punto è impensabile gettare tutto alle ortiche. La candidatura va salvata, per cui siamo disponibili a portare avanti questa sfida insieme. Se Torino si chiama fuori, e ci dispiace, a questo punto restano due realtà, che si chiamano Veneto e Lombardia”. Il comunicato esce quando Giorgetti non ha neanche finito di parlare: se lo aspettavano e avevano già preparato la contromossa. Un tandem Milano-Cortina, dove il capoluogo lombardo potrebbe finalmente fare da capofila, e i veneti accetterebbero volentieri il ruolo da spalla di lusso, con tanti saluti alla “riottosa” Torino.

ECCO PERCHE’ IL TICKET MILANO-CORTINA PUO’ AVERE SUCCESSO
Un’ipotesi che lo stesso Giorgetti non esclude a priori: “Se Lombardia e Veneto vogliono andare insieme, se ne faranno carico loro anche in termini di oneri. In caso di candidatura tridente il Governo avrebbe messo le garanzie, in questo caso non ci saranno ma dovranno fornirle loro”. L’esecutivo, insomma, non sborserà un euro, ma non è detto che sia un male assoluto per l’ambizione delle due Regioni: così il progetto diventerebbe prettamente locale, e il Movimento 5 stelle (che sui Giochi è sempre stato scettico, e ha difeso a oltranza Torino) sarebbe tagliato fuori dalla partita, dal momento che l’esecutivo non avrebbe un ruolo istituzionale. Certo, a livello economico l’impresa diventerebbe titanica per due enti locali. Ma loro ci credono, e il Coni a quanto pare pure: oggi Malagò vedrà Giorgetti, domani sarà a Losanna. Una candidatura è morta, forse ne sta nascendo un’altra.

Twitter: @lVendemiale