La malattia da West Nile Virus (Wnd) ha colpito, determinando il decesso di un uomo di 85 anni in provincia di Ferrara. Numerosi altri casi sono stati segnalati in altre regioni. Wnd è una malattia pericolosa? Potranno avvenire altri casi? È una malattia difficile da riconoscere?

Wnd è provocata dal virus West Nile (West nile virus, Wnv), un Flavivirus. È stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è ubiquitario, per cui è presente un po’ in tutti continenti e in Occidente in area rurale e anche urbana da alcuni anni. Ricordo un focolaio piuttosto persistente con migliaia di casi nella città di New York una decina di anni fa. In Europa e in Italia viene in maniera crescente segnalato.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex, la comune zanzara nostrana, notturna, non la zanzara tigre), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo e che rappresentano i vettori della malattia. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile quindi non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri. In questi casi però, a differenza degli uccelli, la viremia, cioè la concentrazione del virus nel sangue, non raggiunge livelli sufficientemente alti da consentire la trasmissione.

In quest’ultimo anno la malattia ha conosciuto un aumento notevole di casi in tutt’Europa, in particolare nel Sud. Ha dato un notevole contributo il carattere piovoso e contemporaneamente caldo della stagione. Anche i passaggi tra periodi di pioggia e altri di siccità e temperature elevate possono aver giocato un ruolo. Quindi potrebbe rientrare nel contesto dei cambiamenti climatici che stanno investendo la regione mediterranea. La riproduzione dei vettori, cioè le zanzare, è stata pertanto facilitata. Alla fine di questo mese possiamo calcolare un totale di 401 casi autoctoni, con 22 decessi, come comunica l’European centre for disease prevention and control (Ecdc). I paesi più interessati sono stati: Serbia (126 casi), Italia (123), Grecia (75), Ungheria (39) e Romania (31). In Italia la malattia è rappresentata in tutte le regioni in pratica ed è sottoposta a sorveglianza epidemiologica.

La malattia può risultare in alcuni casi letale, come dimostrano i decessi segnalati. Ci sono dei fattori di rischio, costituiti dalle persone debilitate per vari motivi, e dagli anziani. Si calcola che tale eventualità si verifichi in un caso su mille. L’evoluzione clinica in forma grave si associa a una sofferenza di vari organi e a un interessamento elettivo del sistema nervoso centrale, a tipo meningo-encefalite. Nei pazienti più giovani e nei piccoli in genere la malattia si manifesta in maniera meno importante, con sintomatologia scarsa e risolventesi in pochi giorni. Talora si associa a movimento febbrile e a modica linfadenopatia e a un rash cutaneo, come spesso avviene nelle infezioni virali.

Probabilmente la malattia è sottodiagnosticata, a causa della scarsa specificità della sintomatologia clinica e della necessità di ricorrere al test specifico. Per cui sono notificati solo o prevalentemente i casi che afferiscono a centri ospedalieri di Malattie infettive. Il vaccino per gli esseri umani non è disponibile, mentre lo è per gli equini in regime di sorveglianza epidemiologica.

Per prevenire altri casi, che appaiono inevitabili, date le condizioni presenti, conviene attenersi a semplici regole di comportamento, sintetizzate dagli autori anglosassoni con le quattro “D”: dusk, dress, deet e drainage. Cioè, nell’ordine: evitare la sosta presso zone umide o piscine al tramonto, indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe all’aperto, usare i repellenti a base di Deet comunemente in commercio, cambiare spesso l’acqua contenuta nei vasi in terrazzo o nelle ciotole per gli animali domestici, o nelle piscinette per i bambini.