Lo scorso mese gran parte del popolo del web scopriva l’esistenza dei campionati del mondo di Call of Duty grazie ad una notizia di gossip: Douglas Martin, pro-gamer di Call of Duty, ha interrotto il suo rapporto con la meteorina messicana Yanet Garcia, ufficialmente per dedicarsi completamente al gioco in vista del mondiale.

Il gossip sappiamo tutti essere quella cosa che tutti schifiamo ma che nel segreto dei nostri dispositivi leggiamo, perché farci gli affari altrui in fondo ci piace, vedere messo alla berlina il famoso di turno per le sue disavventure ci gasa. Ma Douglas Martin non rientra nella categoria di personaggi che siamo abituati a trovare tra queste “notizie”: non è un attore, non è un personaggio della TV, non è un calciatore, ma è solo un videogiocatore. Ossia, nell’immaginario comune, uno sfigato, necessariamente sovrappeso, che passa le sue giornate a “perdere tempo” sui videogiochi, magari diventando anche un violento ladro/omicida/terrorista immaginario; uno che in questo genere di articoletti viene descritto come il “Guardate questo sfigato ha lasciato quella grandissima gnocca di Yanet Garcia per chiudersi in casa con i videogiochi”. Reazioni social prevedibili, giù di sfottò a non finire. C’è chi, grazie ad una minima conoscenza dell’ambiente, ha fatto notare che l’attività di Martin è equiparabile a quella di un atleta che guadagna cifre da capogiro e in risposta s’è beccato la propria dose di insulti.

La scorsa settimana è andato in scena il capitolo finale del mondiale di Call of Duty, da cui sono emersi vincitori gli Evil Geniuses, mentre i Complexity, il team con cui partecipava all’evento Doug Martin, sono rimasti fuori dalla top 8. Quale delle due cose secondo voi è la notizia più importante? Ovviamente la seconda, da folli farsi scappare la ghiotta occasione per dare di nuovo in pasto al grande pubblico il videogiocatore, reo di aver spezzato il cuore alla strafiga. Eccovi servito il nuovo titolo: “Ricordate quello sfigato che ha lasciato la modella per giocare con la play? Ha perso ahahahahahahaha”.

Facendo un esempio nostrano, se Andrea Iannone annunciasse di aver lasciato Belen Rodriguez per dedicarsi anima e corpo al mondiale di MotoGp, sarebbe preso in giro fin dall’articolo? Se a fine anno Iannone fallisse l’obiettivo vedremmo titoli come “Ricordate il motociclista che ha lasciato Belen per le gare, ha fallito l’obbiettivo!”?

È possibile che nel 2018 ci si debba trovare ancora a vedere i videogiocatori, per passione o per lavoro, insultati e derisi da gente che poi, nel silenzio delle proprie stanze, passa serate a mandarsi vite su Candy Crush e simili? Ma ancora peggio, è possibile che nel 2018 per vedere tutta la stampa italiana parlare di un evento di esport ci voglia una notizia di gossip?