“E ti vengo a cercare” è una delle più belle canzoni di Franco Battiato. Parla dell’amore irrefrenabile che ruba l’istante e costringe a seguire l’amata, anzi inseguirla, ovunque si trovi.

Nella disperazione di questi giorni tristi, un deputato italiano, avete capito bene: un rappresentante delle Istituzioni, un legislatore, avverte la magistratura che, nel caso si eserciti nei confronti di Matteo Salvini l’azione penale per l’enorme mole di violazioni di legge che il ministro dell’ordine sta infrangendo, divenendo così il ministro del disordine e dell’illegalità, bene, in questo caso “vi veniamo a prendere sotto casa”.

Ha scritto proprio così Giuseppe Bellachioma, deputato leghista e segretario della Lega in Abruzzo.

L’orgoglioso fascista abruzzese non vede l’ora di menare le mani, dare manganellate alla magistratura e ricondurla al rispetto e alla soggezione, giacché ha sottratto la sua testa, la sua mente, il suo cervello alla ragione, al contegno, al diritto. Bellachioma (nomen omen!) esibisce le mani perché gli pare che essere peggio di quel che si poteva pensare oggi in Italia riscuote successo.

Attendiamo adesso che qualche suo collega, perché al fondo non c’è mai fondo, lanci l’idea di promuovere per esempio una gara di rutti e di peti, in segno di solidarietà per il Capitano (così chiamano Salvini) che, pur di liberare l’Italia dallo straniero mette a repentaglio la sua libertà (sic!).

Visto come stanno le cose ci sentiamo di avanzare un invito un all’onorevole Bellachioma: trovandosi con le mani impegnate nella ricerca, prima di passare sotto casa dai magistrati, riuscirebbe a fare un giretto sotto via Bellerio, la sede di quella che fu la meravigliosa della Lega Nord, e iniziare intanto a cercare i 49 milioni di euro che – incredibile a dirsi – sono stati sgrignaffati allo Stato da qualche leghista? Salvini, che pure era nei pressi, purtroppo non sa e non ricorda.
Bellachioma, nomen omen, faccia venire un’idea alle sue mani e le metta a scavare.

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