di Linda Maisto e Francesco Pastore

In questi giorni, ha fatto scalpore, non solo in Campania, la notizia che la guida turistica della Feltrinelli su Italia del Sud e Isole abbia fornito ai propri lettori una descrizione assai sommaria e negativa, ai limiti della diffamazione secondo il sindaco, della provincia di Caserta. L’invito neppure troppo nascosto della guida è di evitarla del tutto.

Parafrasando il testo, si legge che Aversa e dintorni rappresentano un’area irrimediabilmente poco attraente, trattandosi per lo più di una distesa di sobborghi poco entusiasmanti, quasi del tutto dominati dalla camorra, a volte chiamata triangolo della morte. Bisogna dire che con una descrizione così, il Bronx ci farebbe più bella figura e forse anche i quartieri periferici di Baghdad. Meglio Caserta, secondo gli autori della guida, ma solo per la Reggia che è comunque un edificio monotono nel quale “la dimensione supplisce alla ispirazione artistica”. Gli interni sono una grandiosa sfilata di stanze sovraccariche di dipinti e stucchi e arredate con qualche mobile stile impero.

Si salva solo la gradinata centrale. Caruccia quella, tanto è vero che George Lucas l’ha voluta come lo scenario di diversi episodi di Star wars e Stephen Spielberg l’ha scelta per ambientare diversi suoi film. Insomma, secondo gli autori della guida, i turisti che vengono al Sud farebbero bene ad evitare Caserta e provincia. Sarebbe tempo sprecato!

In realtà, non c’è tanto da essere feriti da una descrizione così preconcetta e arbitraria. Ci sarebbe piuttosto da compatire l’autrice della guida, poiché quelle pagine sono una formidabile dimostrazione di ignoranza. Le parole usate sono “irrimediabilmente incongruenti”, per usare il suo linguaggio, con la realtà che vogliono descrivere.

Non si vuol dire che Caserta sia il paradiso terrestre né che sia la provincia più bella d’Italia, per carità. La competizione è davvero dura. Però, come ha notato a ragione il sindaco di Caserta, Carlo Marino, il territorio è ricco di una storia millenaria e vanta oltre alla già citata Reggia di Caserta, che è ben altra cosa dalla monotonia descritta nella guida, un patrimonio artistico, culturale ed archeologico vastissimo. Non tentiamo qui neppure di fare l’elenco completo per limiti di spazio. Ricordiamo solo alcune attrazioni.

IlBelvedere di San Leucio ed il setificio annesso sono esempi non solo di architettura di primissimo livello, ma anche un importante documento di archeologia industriale. Il setificio, ancora disponibile nel Belvedere per l’arricchimento dei visitatori, rappresenta la prima produzione industriale della seta realizzata in Italia. Grande esempio anche di socialismo utopistico, poiché il setificio era organizzato dal Re Carlo di Borbone come il primo esempio di falansterio al mondo. Le sete di San Leucio sono ancora richiestissime per addobbare i palazzi più ricchi e eleganti del mondo. Non sorprende allora che, come la vicina Reggia di Caserta, anche il Belvedere è patrimonio dell’Unesco.

Il Belvedere non è lontano da Casertavecchia, l’antico borgo medievale da cui origina la città, un gioiello urbanistico noto in tutto il mondo.Altri siti si potrebbero definire senza esagerazione imperdibili. L’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, l’antica Capua, nella quale combattevano i gladiatori, è secondo per dimensione solo al Colosseo di Roma. Vi combatteva anche Spartaco, il gladiatore che con la sua rivolta mise in pericolo persino il potere di Roma.

In epoca romana, Capua era ricordata anche per aver ospitato Annibale nei famosi ozi di Capua. Il Museo campano di Capua contiene innumerevoli resti archeologici dell’area. A Santa Maria Capua Vetere esiste un altro importante museo con i resti dell’antica Capua, compreso quelli del famoso mitreo.

Aversa, la città fondata dai Normanni nel 1022, con le sue cento chiese e palazzi nobiliari ha uno dei centri storici più vivaci del Mezzogiorno, polo di attrazione ogni giorno di migliaia di giovani. Nell’agro aversano, si trova anche la famosa Reggia di Carditello che è ancora in attesa di un completo restauro per essere restituita al pubblico tutta intera.

Ci fermiamo qua per raggiunti limiti di spazio, senza neppure citare il mirabile patrimonio enogastronomico locale, rinomato in tutto il mondo. Meglio chiudere con una riflessione anche se amara. È impressionante il pressapochismo con cui si affronta un tema come il patrimonio artistico e culturale del paese. Eppure, da quel patrimonio e dalla sua valorizzazione dipende una delle principali attività economiche del Mezzogiorno: il turismo. Già attualmente, la provincia di Caserta, nonostante le guide turistiche che si fanno circolare, attrae milioni di visitatori ogni anno. Si tratta di una minima parte di quelli che potrebbero venire per godere dell’immenso patrimonio culturale locale. Certo non è solo colpa della guida che qui si sta discutendo, ma anche della insufficiente disponibilità di servizi per il turismo, ma guide come quella della Feltrinelli di certo non aiutano.

Chiederemmo alla rinomata casa editrice di ritirarla e modificarla adeguatamente prima di ripubblicarla.