“Se ci credi davvero, non è mai troppo tardi per rivoluzionare la tua vita”. Sarim Cobisi, 30enne di Padova, ha scelto di farlo durante l’università: “Ero al secondo anno di Economia della mia città, non frequentante perché all’epoca lavoravo come commesso in un negozio di telefonia, con il tanto agognato contratto a tempo indeterminato – racconta a ilfattoquotidiano.it -, ma a 23 anni la svolta: vinco la borsa di studio Erasmus”. Un primo passo verso il cambiamento: “Lascio il posto fisso e parto per il mio anno accademico a Reading, città a sud dell’Inghilterra – ricorda -, un’esperienza che mi ha segnato profondamente”.

Per tante ragioni: “Affacciarsi a un contesto internazionale permette di prender parte ad un pot-pourri di lingue, esperienze e prospettive – spiega – e di certo il mio inglese claudicante dell’epoca rendeva il tutto ancor più stimolante”. Una volta concluso l’Erasmus e ottenuta la certificazione IELTS, Sarim si laurea alla triennale e per la magistrale decide di lanciarsi in una nuova avventura all’estero. Questa volta, però, le distanze si allungano: “Ormai mi sentivo inserito in un contesto internazionale e la mia scelta è ricaduta dall’altra parte del mondo, all’Australian National University – sottolinea -, quasi a voler esorcizzare la realtà circoscritta degli anni precedenti”. Due anni intensi e formativi: “Ricordo la paura di non riuscire a passare gli esami e anche la voglia di dimostrare a me stesso che ce la potevo fare”.

Ricordo la paura di non riuscire a passare gli esami e anche la voglia di dimostrare a me stesso che ce la potevo fare

Dopo la laurea in Australia il suo cammino prosegue su una via inaspettata: “Ho scelto di trasferirmi in India per uno stage come digital analyst – ricorda –, a spingermi lì è stata sempre la sete di vivere esperienze diverse”. Qui Sarim ha modo di confrontarsi con una realtà totalmente nuova: “Mi sono innamorato dell’India, per le sue tradizioni e per i suoi valori umani così forti – ricorda -, ma lo stipendio di 500 euro al mese, sebbene fosse sufficiente a condurre una vita più che dignitosa ad Ahmedabad, non mi permetteva di mettere da parte nulla”. Per questo dopo un anno decide di riavvicinarsi all’Europa, scegliendo Londra come meta: “Grazie alla mia conoscenza delle lingue e alle mie esperienze precedenti ho avuto accesso a molte offerte – ammette -, così quattro anni fa è iniziata la mia vita londinese, che mi ha portato a essere un digital manager per una multinazionale del settore finanziario”.

Quello di Sarim è un viaggio lungo sette anni, ma non è detto che un giorno non faccia nuovamente tappa nel luogo in cui tutto è cominciato: “Non escludo di poter tornare – ammette -, inoltre sento nostalgia del nostro stile di vita e del nostro clima”. Sul futuro del nostro Paese, poi, ha una visione positiva: “La ripresa è più lenta rispetto ad altri paesi europei ma credo fortemente alla ciclicità delle recessioni economiche, motivo per cui continuo a investire fortemente in Italia – spiega – poi in questi anni di vita all’estero mi sono reso conto di come gli italiani in generale siano particolarmente tenaci e stacanovisti”.

L’Italia? Ho nostalgia del nostro stile di vita e del clima 

Anche il suo futuro professionale è tutto da scrivere: “Adoro il mio attuale lavoro, ma la passione per l’immobiliare è davvero grande, quindi chissà”, dice. A oggi, quando si guarda indietro, non può che sorridere: “Mi rendo conto che in sette anni la mia vita è totalmente cambiata – sottolinea -, e tutto questo è successo perché ho creduto che qualsiasi lungo viaggio inizi con un primo passo, spesso il più difficile, quello che ti sbatte fuori dalla comfort zone”. Dietro a questi risultati, però, ci sono anche molti sacrifici: “Mi sono sempre immerso totalmente nella vita del Paese in cui vivevo e questo ovviamente ha implicato un forte senso di lontananza dai miei affetti – conclude -, oggi però so che ne è valsa la pena”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili