Governo Lega-M5s? Secondo me, il momento della verità arriverà con la legge di bilancio. Sicuramente nell’esecutivo ci sono due idee diverse di società tra Lega e M5s e io punterei più a rompere quel fronte anziché a sommare quelle due posizioni”. Sono le parole del deputato Pd, Francesco Boccia, ospite de L’Aria che Tira Estate (La7), suscitando il dissenso del direttore de Il Dubbio, Piero Sansonetti, che parla di “alleanza rosso-bruna”. Boccia si pronuncia anche sulla smentita di Di Maio e Di Salvini circa l’aumento dell’Iva:Nel 2019 l’Iva non aumenterà non perché lo dice Salvini, ma perché lo ha già deciso il Parlamento, era l’unica cosa su cui erano d’accordo maggioranza e opposizione insieme ed è già nei conti dello Stato, nonché scritto nella risoluzione al Documento di economia e finanza; i margini di flessibilità che ci concederà l’Unione Europea saranno destinati a disinnescare le clausole Iva. In autunno la propaganda finirà e si capirà quali sono le misure che il governo proporrà al Parlamento e al Paese”. E aggiunge: “Innanzitutto, le risorse non ci sono e le nozze coi fichi secchi, com’è noto, non si fanno. Flat tax e reddito di cittadinanza sono incompatibili sul piano economico e sul piano sociale. La flat tax di Berlusconi al 23% costava 33,5 miliardi, quella di Salvini oltre 50 miliardi: premia i ricchi e redistribuisce al contrario, toglie alle fasce medio basse e dà ai benestanti. Viceversa, il reddito di cittadinanza sostiene le fasce più basse”. Boccia ribadisce: “La stagione della propaganda a fine settembre con la nota dell’aggiornamento al Def finisce. Quindi, bisognerà dire che cosa si farà e come. Oppure si aprirà una crisi, che mi pare lo scenario più probabile. Io penso che gli elettori del M5s si aspettassero altro, e cioè un aiuto agli ultimi, alle periferie, a chi non ce la fa, ai giovani precari, ai pensionati con la minima, ai disoccupati. Gli elettori della Lega e di Forza Italia si aspettavano altre cose. Gli elettori del M5s” – chiosa – “sono quelli più affini al Pd e al centrosinistra. E’ovvio che noi continueremo sui diritti per cercare un dialogo soprattutto col M5s, perché penso che a quell’Italia solidale ci rivolgiamo anche noi, la stessa a cui non siamo stati in grado di rivolgerci in campagna elettorale. Altrimenti non saremmo finiti al 18%. Questa è la scommessa politica e la si fa senza ambiguità e soprattutto senza furbizia”.