Un pestaggio furioso che ha portato la donna alla morte. L’uomo che stamane ha ucciso la moglie a botte a Cavarzere, nel Veneziano, era agli arresti domiciliari per una tentata estorsione. Quando i sanitari del 118 sono intervenuti nell’abitazione dove i due vivevano a via Regina Margherita, per Maila Beccarello, 37 anni, non c’era più nulla da fare. Sono stati tutti vani i tentativi di rianimarla.

Secondo una prima ricostruzione Natalino Boscolo Zemello ha pestato a morte la moglie al culmine di un litigio. La violenza è stata tale che ha reso inutile l’intervento sul posto dei due soccorritori del servizio di pronto soccorso. Ancora da chiarire cosa ha portato il 35enne a compiere il violento gesto verso sua moglie. I militari – che stanno ultimando i rilievi sul luogo del delitto – hanno trovato lunghe tracce di sangue in diverse parti della casa, segno che la donna ha cercato inutilmente di scappare dal suo assalitore.  Non appena giunte sul posto le forze dell’ordine, Natalino Boscolo Zemello si è arreso senza fare resistenza.

L’uomo era agli arresti domiciliari dal 20 luglio 2017 per una tentata estorsione e fino ad oggi si era dimostrato un detenuto modello. Il 35enne aveva patteggiato una pena ad un anno e 8 mesi. La sua colpa fu quella di essersi presentato con un’arma, forse giocattolo, per estorcere denaro a un conoscente. Secondo quanto ricostruito, Boscolo Zemello, ex pescatore, aveva preteso una somma di denaro come risarcimento per un tentativo di investimento a cui aveva partecipato, a suo dire, anche la vittima della tentata estorsione. Al momento l’uomo si trova nella caserma dei Carabinieri di Chioggia.

 

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