Matteo Renzi ha fatto gli onori di casa al Senato: in Aula per l’esame del decreto Dignità e del Milleproroghesi è profuso in saluti e scambi di battute con i senatori di tutti gli schieramenti. Nel penultimo giorno di lavori del Parlamento prima della lunga pausa estiva, Matteo ha socializzato con i colleghi e, tra una votazione e l’altra, ha fatto il giro tra i banchi intrattenendosi con i compagni di partito, ma anche con gli esponenti della maggioranza Lega-Cinquestelle.

Dalle foto, lo si vede accanto al senatore M5s Nicola Morra, che si copre la bocca con la mano mentre gli riferisce qualcosa, e a Laura Bottici, anche lei in quota Cinquestelle, questore d’Aula. L’ex presidente gira come una trottola nell’Aula, passa gesticolando accanto all’ex ministro Gaetano Quagliariello, se la ride con il capogruppo Pd Andrea Marcucci e poi torna a sedersi di fianco al tesoriere dem Francesco Bonifazi. Saluta le fila di Forza Italia, poi è la volta della Lega: Renzi si avvicina prima a Massimiliano Romeo, che addirittura si sporge dal suo banco per ascoltare l’ex premier, e poi scambia due parole anche con Roberto Calderoli che resta invece comodamente seduto.

Il decreto Dignità è approdato in Aula nel pomeriggio dopo l’ok al Milleproroghe con 148 sì, 110 no e 3 astenuti, senza mandato al relatore perché le commissioni Finanze e Lavoro hanno lavorato a rilento e non hanno avuto il tempo di esaminare tutti gli emendamenti. La seduta notturna non è stata sufficiente per contrastare l’ostruzionismo delle opposizioni. L’approvazione del decreto Dignità, che va convertito entro l’11 settembre, è attesa domani, quando è in agenda l’ultima seduta prima della pausa estiva.