In Italia le emergenze sono “tasse e povertà“. Dopo giorni di discussioni su legge Mancino e razzismo che diventano mesi se il discorso si allarga alla questione immigrazione, Luigi Di Maio da Fabriano rimarca quali sono i “due grandi problemi” su cui il governo deve intervenire. E le ricette sono già pronte: da una parte la flat tax, dall’altra il reddito di cittadinanza, entrambe da avviare insieme nella legge di bilancio, come concordato nel vertice di venerdì a Palazzo Chigi. Senza farsi intimorire dai segnali che arrivano dagli investitori e dai paletti di Bruxelles: “Non c’è bisogno di nessuno strappo con l’Unione europea ma un dialogo incisivo e sincero per riuscire ad ottenere delle cose”, ha spiegato Di Maio. Parole che simili a quelle usate da Matteo Salvini in un video su Facebook: “Questo governo non ha paura di rimbrotti e minacce“.

D’altronde l’esecutivo giallo-verde è convinto che le due misure-simbolo si possano fare, pur rispettando gli obiettivi di bilancio. Lo ha sottolineato anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria dopo la fine del vertice esprimendo “soddisfazione per l’accordo sulle linee del quadro programmatico proposte, che confermano la compatibilità tra gli obiettivi di bilancio già illustrati in Parlamento e l’avvio delle riforme contenute nel programma di governo”.

Misure che Di Maio ritiene indispensabili: “Noi abbiamo due grandi problemi ed emergenze in Italia – ha argomentato il vicepremier M5s – il livello di tassazione sulle imprese e quindi la flat tax, che bisogna farla e, numero due, ma non per ordine di importanza, i livelli di povertà: cinque milioni di persone in povertà assoluta. Il reddito di cittadinanza è un’emergenza che dobbiamo assolutamente portare avanti perché realizzarlo significa sia combattere la povertà, sia dare nuovi posti di lavoro, sia rilanciare i consumi per le piccole e medie imprese italiane”. 

Sono questi i temi, spiega Di Maio intervenendo da Fabriano, dove inaugura la Scuola Don Petruio danneggiata dal sisma e ricostruita, su cui l’Italia deve battere i pugni al tavolo con l’Unione europea. “Porteremo avanti tutte le politiche di dialogo sia con l’Unione europea sia tutte le politiche di spending review e di riorganizzazione della spesa pubblica”, ha detto il vicepremier. “Abbiamo in mente un progetto ambizioso di legge di bilancio” ha spiegato, e a proposito della riunione a Palazzo Chigi di ieri ha detto: “Abbiamo fatto un primo incontro con il presidente Conte e il ministro Tria per coordinare le prossime politiche pubbliche”. Senza “nessuno strappo” con Bruxelles, ma con “un dialogo decisivo e sincero per riuscire ad ottenere delle cose”.

L’esecutivo, dopo l’incontro con il premier Giuseppe Conte, è convinto che flat tax e redditto di cittadinanza, introdotte gradualmente, sono conciliabili con il quadro dei conti pubblici e muoveranno i primi passi già nel 2019. Proprio il presidente del Consiglio ha chiesto ai suoi ministri di mettere in fila le priorità per spingere su una crescita che deve diventare “più robusta e stabile”. E Di Maio respinge al mittente anche le voci di un possibile aumento selettivo dell’Iva nella prossima manovra: “Un’altra fake news, una al giorno almeno”.

Il vicepremier in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook ricorda anche le altre emergenze italiane, da “combattere” con il decreto dignità: precariato, delocalizzazioni, azzardopatia e burocrazia. Il provvedimento, approvato dalla Camera, è ora all’esame del Senato, dove sono stati presentati più di 700 emendamenti all’esame delle commissioni Finanze e Lavoro. Il decreto al momento è atteso in Aula a Palazzo Madama lunedì, con l’obiettivo di dare il via libera entro martedì, anche se prima i senatori dovranno licenziare il Milleproroghe.