Con questo numero, Critica liberale rilancia il suo supplemento Gli Stati Uniti d’Europa, gloriosa testata federalista esistita a cavallo dell’800 e del ‘900, fino alla catastrofe bellica del ’39.

Il momento è drammatico e difendere la prospettiva dell’integrazione pare tempo perso. Ma i liberali restano convinti che non vi siano alternative alla creazione di un vero soggetto democratico continentale, pena la definitiva scomparsa economica, politica, culturale, civile del soggetto geografico che ha creato la modernità, ove esso si ostini a dividersi tra Staterelli minuscoli (sul piano planetario) e sempre più litigiosi.

Per questo il numero si apre con un appello che taglia netto con la tradizione del cauto ma generico europeismo e va a fondo nell’attacco dell’Unione che c’è, per rilanciare la prospettiva politica della Federazione democratica che serve. Singoli e soggetti collettivi sono invitati ad aderire all’appello, perché l’evidente impossibilità di difendere il grigio e dannoso funzionalismo a guida germanica e rimorchio mediterraneo non può trasformarsi nella supina accettazione di una perversa logica intergovernativa sempre più conflittuale e perdente.

Nelle parti tematiche si potranno leggere articoli su alcune importanti politiche europee, come quella di coesione (commentata da Tufarelli, capo di Gabinetto di Moavero Milanesi sotto il governo Monti, e Vetritto, Capo Segreteria tecnica di Barca nella stessa compagine) e quella per la marginalità (con il saggio di Moscarelli del Politecnico di Milano).

Carolina Vigo e Graham Watson (past president del Gruppo parlamentare e del Partito liberali europei) ci portano voci sul momento politico di Francia e Gran Bretagna in chiave europea.

Chiudono il numero due saggi più articolati di Sarah Lenders-Valenti, sull’eredità storica di Srebrenica, e di Claudia Lopedote, su laicità, libertà e correttezza politica.

Da settembre Gli Stati Uniti d’Europa continuerà la battaglia per la Federazione democratica, anche con contrappunti singoli sul sito www.critliberale.it.

Clicca qui per scaricare gratis la rivista