“Intolleranti verso l’intolleranza” si legge a caratteri cubitali a pagina 14 dell’edizione di oggi, 31 luglio, del Corriere della Sera. Non si tratta però del titolo di un articolo su uno dei recenti episodi di razzismo, ma di una pagina pubblicitaria. Infatti, in seguito alla notizia dell’aggressione all’atleta della nazionale italiana Daisy Osakue, l’azienda vinicola veneta Astoria Wines – sponsor ufficiale del Giro d’Italia – ha deciso di prendere una posizione netta contro l’intolleranza e il razzismo, acquistando una pagina sul quotidiano nazionale per dar voce al proprio  messaggio. A comunicarlo, prima dell’uscita sulla stampa nazionale, è proprio l’azienda che sul profilo Facebook e Instagram condivide: “la violenza delle parole e dei fatti non è più tollerabile”.

Una ragazza nera con il tricolore sulle labbra è il volto che Paolo Polegato, amministratore delegato di Astoria Wines, ha scelto per dar vita alle parole di Martin Luter King: “Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”. Parole che trovano riscontro nell’attualità, data l’escalation di violenza che si è registrata nell’ultimo periodo: dal bracciante ucciso a Vibo Valentia il 3 giugno scorso, agli episodi di Forlì, di Palermo, di Roma e per ultimo di Moncalieri. Violenza che per l’azienda del Trevigiano “non rappresenta né l’Italia né gli italiani”.

“L’indifferenza è una forma pericolosissima di fiancheggiamento” ha dichiarato l’ad Polegato al quotidiano Il Gazzettino. “Vedo la diffidenza, l’alzata di cigolio, vedo il pregiudizio. Il ferimento dell’atleta è l’ultimo atto di un’ escalation che non si può sempre giustificare tirando in ballo la stupidità della gente. Questi non sono ebeti, sono dei delinquenti” ha osservato senza mezzi termini l’imprenditore. Anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando l’episodio di cui è stata vittima Daisy Osakue, ha sentenziato un secco “no totale al razzismo, agli insulti e ai raid soltanto contro chi ha la pelle nera”.