La Casa della donna di Pisa non molla, le donne non mollano, i cittadini e le cittadine che hanno aderito alla petizione online lanciata da Elisabetta Vanni non mollano, l’associazione nazionale D.i.Re che rappresenta più di 80 centri antiviolenza non molla: vogliono le dimissioni di Andrea Buscemi. Non può essere assessore alla cultura un uomo condannato dalla Corte d’Appello a risarcire la ex compagna, Patrizia Pagliarone, che nel 2009 lo denunciò per stalking. Il reato è estinto per prescrizione ma la sentenza parla chiaro la vittima è credibile e poi ci sono le testimonianze, gli sms ecc.

Nel momento in cui il sindaco Michele Conti ha nominato Andrea Buscemi assessore alla Cultura, la vicenda è uscita dalla aule di giustizia ed è diventata una questione politica. Da giorni il primo cittadino di Pisa, spalleggiato dalla giunta, pare paralizzato dall’ignavia e nonostante l’offesa alle donne, nonostante l’evidente imbarazzo in cui si è cacciato, continua a rispondere come un disco rotto: “vogliamo vedere come lavora”. Come se la questione riguardasse le competenze dell’assessore invece che una vicenda che lo ha compromesso come uomo. Buscemi è presentabile? E non si tratta solo dello stalking ma anche di quel divieto di avvicinamento che gli era stato notificato da un Gip per le minacce a due testimoni durante il processo.

Ieri, Luigi Vicinanza, direttore del Tirreno, ha stigmatizzato questa “inutile provocazione alle donne” ed ha domandato al primo cittadino perché ha cominciato “con un gesto che sa di provocazione se non addirittura di sprezzo verso parte del mondo femminile?”. Eppure Michele Conti prima di essere eletto, diceva che sarebbe stato il sindaco di tutti e aveva scritto una lettera alla Casa della donna di Pisa elogiandone il ruolo e l’impegno a sostegno delle donne vittime di violenza. Deve essersene già dimenticato, o forse qualcuno vuole dare una prova di forza indecente sul terreno dei diritti delle donne piuttosto che fare marcia indietro e ammettere l’errore. Magari coltivando la speranza che l’indignazione si plachi.

Il caso però non si sta affatto sgonfiando e anche nella stessa Lega ci sono malumori per la scelta del sindaco. Lo ha riportato La Nazione il 20 luglio, citando alcuni commenti su Facebook di Francesca Ughi “già membro del consiglio di amministrazione del Politeama”.

Questa, ha scritto Concita De Gregorio sulla sua rubrica: “non è una questione di destra o sinistra, noi donne sappiamo bene che il maschilismo e la cultura della violenza albergano, ancora oggi, in ogni parte politica. E’ un problema culturale e di democrazia; riguarda i diritti umani di tutte le cittadine e di tutti i cittadini. Non solo di Pisa”.

La mobilitazione continua e non sarà fermata dalle risibili arrampicate sugli specchi di Andrea Buscemi che la butta in caciara, inveisce contro le manifestanti dicendo che vanno fermate (lo ha fatto il 17 luglio, durante la consegna delle 35mila firme alla giunta per chiedere le sue dimissioni) e dice che vuole denunciare la Casa della Donna per stalking. Qualcuno dovrebbe spiegargli la differenza tra atti persecutori e la libera espressione del pensiero: il primo è un reato, il secondo è un diritto garantito dalla Costituzione.

Fino a che Michele Conti non cancellerà l’offesa alle vittime di violenza, le iniziative contro l’assessore alla cultura proseguiranno e stasera ci sarà una assemblea alla Casa della donna (via Gallo Tassi) per organizzare altre iniziative.

Andrea Buscemi si deve dimettere.

@nadiesdaa

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