Inizia Ecofuturo festival (www.ecofuturo.eu), cinque giorni a Padova, al Parco Fenice, durante i quali racconteremo, in diretta streaming, la colossale rivoluzione che stiamo vivendo; gioite: nuove tecnologie stanno cambiando il mondo! Questa festa ecologista è possibile anche grazie all’appoggio che IlFattoQuotidiano.it ci ha offerto fin dalla prima edizione, cinque anni fa.

Vogliamo fare un po’ di conti sul futuro. Conti molto positivi: l’energia elettrica dal carbone e dal nucleare è ormai più cara di quella dal sole e dal vento. Già ora nel Sud Italia non conviene più produrre energia bruciando i fossili. È la fine di un’epoca. Wow! Se aspettavamo che l’amore per il pianeta e per l’umanità inducesse i potentati a rinunciare ai combustibili fossili avremmo potuto campare mille anni prima di vedere il cambiamento e ci saremmo forse estinti prima. Ma ai soldi non si comanda: quando una tecnologia non rende più abbastanza è morta.

Resta il problema dei mezzi di trasporto (l’elettrico avanza ma troppo lentamente per i nostri gusti), ma ormai perfino le case automobilistiche più retrograde hanno capito che benzina e diesel sono all’ultima spiaggia. Resta il problema di cosa fare, aspettando che le batterie dei mezzi di trasporto diventino ancora più potenti e leggere e le ricariche velocissime. Non è un problema da poco visto che l’inquinamento urbano ammazza migliaia di italiani che vivono nelle grandi città e in particolare in Pianura padana che è una macchia grigia nelle foto satellitari.

Le stime di questo massacro vanno dai 50 mila ai 70 mila morti all’anno. Cioè almeno 500 mila morti nei prossimi 10 anni. Se Matteo Salvini avesse veramente un cuore padano metterebbe questa emergenza al primo posto! Ma sbraitare contro gli immigrati rende di più. Gli si verticalizzano i follower. Lo smog che uccide è un argomento che dà fastidio e fa molto meno scalpore dei meno di 500 morti all’anno per omicidi. Misteri della percezione umana e mediatica!

A Ecofuturo presenteremo un piano per ridurre questa carneficina. Ci vuole tempo perché bisogna agire globalmente su questioni complesse: auto, mezzi pesanti, riscaldamenti, industrie tossiche. Ma in tutti questi settori abbiamo già le tecnologie efficienti e non inquinanti, si tratta di diffonderle e via via renderle obbligatorie.

Il primo obiettivo è la conversione di tutti i mezzi diesel super inquinanti. Abbiamo già aziende che sanno convertire anche le auto diesel a gas e i mezzi pesanti a gas liquido. L’ultima volta che ho scritto di gas liquido su questo blog sono stato preso a sardine in faccia: c’era chi sosteneva che me lo fossi inventato. Poi mi son preso la soddisfazione di andare a La gabbia su La7 con un tir Iveco nativo a gas liquido (gnl). Oggi la modifica dei tir da diesel a gas liquido è addirittura finanziata in parte dallo Stato.

Aspettando che la nuova generazione dell’elettrico renda obsoleto anche il gas questa soluzione potrebbe fare da ponte e ridurre drasticamente lo smog e i danni alla salute. Ovviamente questo effetto positivo potrebbe essere moltiplicato riprogettando il traffico urbano, spingendo sull’efficienza dei trasporti pubblici, le auto a noleggio breve e le piste ciclabili (che in Italia sono ancora per lo più leggenda).

Contemporaneamente si stanno facendo progressi enormi nella produzione di nuovi sistemi di isolamento termico, i costi diminuiscono e le case in classe A e quelle passive fanno oggi risparmiare centinaia di milioni di euro alle famiglie italiane e a quei pochi comuni che hanno abbracciato l’efficienza energetica. E stiamo facendo anche un balzo notevole nel settore degli straconvenienti pannelli solari per l’acqua calda.

Anche sul piano dell’inquinamento industriale i problemi di fondo sono risolti. Ci sono acciaierie nel nord Europa che funzionano senza sterminare la popolazione: il disastro ambientale di Taranto dipende solo da conti economici a breve termine, incapacità e stupidità. La situazione quindi è tale che se ci fosse la volontà politica e si attrezzassero sistemi adatti di pre-finanziamento, potremmo ridurre drasticamente il numero dei morti per inquinamento urbano nei prossimi 10 anni. Salvare la vita ad almeno 200 mila persone sarebbe possibile: interessa?

È dura rendersi conto che l’umanità, a causa di una congenita lentezza cerebrale, stenta a capire concetti elementari anche quando la convenienza di un cambiamento è dimostrata. La battaglia è vinta, l’inquinamento è ferito a morte, quanto ci impiegherà a liberarci della sua letale presenza? Quanto tempo ci vorrà perché la maggioranza delle persone capiscano che l’Italia butta via centinaia di miliardi di euro all’anno bruciati sull’altare della stupidità energetica? (vedi il libro bianco di Ecofuturo).

Lo scopo di Ecofuturo è proprio questo: appoggiare le aziende innovative che in Italia non trovano il sostegno dello Stato e dei media, far conoscere le nuove tecnologie, diffondere l’ottimismo dei fatti che può coinvolgere sempre più persone nel cambiamento. Con Ecofuturo abbiamo creato un grande archivio di video conferenze, un patrimonio di più di 200 video realizzati da esperti, aziende, cooperative, docenti universitari.

Quest’anno ci occuperemo anche della rivoluzione agricola basata sull’interazione tra la produzione di biogas da scarti non commestibili, che genera come effetto collaterale una grande quantità di materia organica, capace di sostituire i concimi tradizionali ma soprattutto di far rinascere l’humus nei terreni degradati da mezzo secolo di agricoltura chimica. Un’agricoltura nuova che, proprio grazie all’aumentata presenza di batteri e funghi, permette una drastica diminuzione di funghicidi e antiparassitari. E inoltre richiede una riduzione dei consumi energetici per le lavorazioni perché non viene più praticata l’aratura tradizionale ma si ricorre a dischi che si limitano a incidere il terreno, senza rivoltare le zolle e quindi non si sconvolge l’ecosistema del terreno (che è uno spreco di risorse viventi).

Quando l’anno scorso annunciai questa conquista tecnologica fui preso a merluzzi in testa da molti lettori: rassegnatevi, sono ormai decine di migliaia gli ettari coltivati in questa maniera nella Padania e sono ormai in commercio megatrattori costruiti apposta per questo tipo di lavorazione. Il connubio biogas-humus rinato è una manna per le aziende agricole e il buon senso, ma è anche un passaggio fondamentale per abbattere l’effetto serra in quanto ci permette di “interrare” grandissime quantità di gas serra. Abbattere le combustioni e cambiare l’agricoltura sono le due leve che ci possono salvare dal cambiamento climatico!

E visto che mi sono vantato per le previsioni azzeccate trovo carino ammettere anche un errore. Due anni fa annunciai l’imminente raggiungimento del traguardo dell’energia dal mare con un costo al di sotto di quello dal carbone. Ho sbagliato. Ma non perché le tecnologie non ci siano: l’idrico marino esiste e ha potenzialità mostruose nel breve periodo, ma inspiegabilmente viene guardato con sospetto e quindi non si muovono i soldi che potrebbero portare all’industrializzazione (e quindi alla disponibilità a basso costo) di questi sistemi di produzione 24 ore su 24 (perché il mare a differenza del sole e del vento, non si ferma mai). Ogni sera vado a letto pregando che qualcuno con molto denaro se ne accorga. Giusto per rifarmi dalla brutta figura.