Cristina Cattafesta, l’attivista milanese di 62 anni bloccata in Turchia dallo scorso 24 giugno, è stata rilasciata ed è ripartita per l’Italia. A renderlo noto è stata la Farnesina, che “accoglie con grande soddisfazione la notizia”. La donna, che si era recata nel Kurdistan turco come osservatrice internazionale, era stata fermata per un controllo. Le autorità locali avevano disposto il suo trasferimento per alcuni approfondimenti legati alla sensibilità di Cattafesta per il popolo curdo.

“Il positivo esito della vicenda è stato possibile anche grazie al personale interessamento del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, al quale avevano fatto appello i familiari della connazionale, e all’incisiva azione di sensibilizzazione svolta a livello locale dalla nostra ambasciata ad Ankara, in stretto raccordo con la Farnesina” dicono dal Ministero.

Cattafesta è partita nella mattina di venerdì 6 luglio dall’aeroporto di Ataturk, a Istanbul, con un volo della Turkish Airlines diretto a Milano Malpensa. Il 26 giugno la presidente del Cisda (Coordinamento italiano sostegno donne afghane) era stata trasferita da Batman al centro di espulsione di Gaziantep. Inizialmente sembrava che il suo rimpatrio potesse essere imminente, ma il procedimento, come hanno spiegato dalla Farnesina, si è allungato a causa delle verifiche delle autorità turche, che in un primo momento ipotizzavano l’accusa di propaganda terroristica a favore del Pkk (Cattafesta aveva pubblicato una foto in cui è ritratta in un corteo pro-curdo con bandiere del Pkk e delle Ypg).

La famiglia ha esultato per la notizia del suo rilascio: “È stata finalmente liberata. Il Cisda e l’avvocata Alessandra Ballerini ringraziano la Farnesina, l’ambasciata italiana e i legali in Turchia per il prezioso impegno, la presidenza della Camera, i parlamentari europei e italiani e tutte le persone che si sono adoperate in stretta collaborazione con la famiglia e i legali per la liberazione di Cristina”.