Potrebbe arrivare a Barcellona mercoledì mattina la nave Open Arms dell’ong catalana Proactiva Open Arms, con a bordo i 59 migranti salvati ieri davanti alla Libia. L’imbarcazione, al centro dell’ennesima polemica con il governo italiano, ospita 50 uomini, cinque donne e quattro minori. Proprio dalla Open Arms è arrivata l’accusa contro Italia e Libia per il naufragio di oltre cento persone, tra cui tre bambini, nel Mediterraneo. Poi ieri è arrivato il via libera dalla Spagna come già avvenuto per Aquarius. La nave deve navigare per 700 miglia nautiche e coprire una distanza di 1.300 chilometri. L’arrivo è previsto fra tre giorni in base sulle condizioni del mare, fatta dai responsabili della nave, secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo El Pais.

Intanto la guardia costiera libica, sulla propria pagina Facebook, denuncia un episodio di disturbo che, a loro dire, avrebbe portato avanti una settimana fa un’imbarcazione della ong spagnola Proactiva Open Arms. “L’organizzazione – si legge nel post pubblicato oggi – ha molestato di nuovo una delle nostre pattuglie, la nave Ras Jedir, tentando di sobillare i migranti illegali contro i guardacoste“, un genere di azione che a loro dire succederebbe “abitualmente”. Il fatto, riferiscono, è avvenuto domenica 24 giugno durante un salvataggio di 490 persone. Una nave della Proactiva Open Arms – denunciano – avrebbe spedito due gommoni per portare un’azione di disturbo. “L’equipaggio – scrivono – ha avuto paura che qualche migrante potesse saltare fuori bordo mentre la nave era in movimento o che sulla nave si scatenasse il caos”.

A corredo del post, la guardia costiera libica ha pubblicato un video in cui in effetti si vede una nave carica di migranti e, in lontananza, un gommone in manovra. Ora, sostengono i libici, “quest’organizzazione fabbricherà delle notizie per condannare i guardacoste, in particolare dopo i grandi successi realizzati nel salvataggio di migranti illegali nei giorni successivi”. “A quest’organizzazione e ai loro omologhi – concludono – diciamo che facciamo ancora prova di pazienza e saggezza ma questo non significa che non siamo in grado di gestire queste azioni di disturbo”.