In queste ore rimbalza sulle bacheche di migliaia di utenti il discorso fatto da Ezio Bosso al Parlamento Europeo. Ezio Bosso ha iniziato la sua carriera a soli 16 anni. Oggi è un pianista, compositore e direttore d’orchestra. Nel 2011 è stato colpito da una sindrome neurodegenerativa che però ad oggi non è un ostacolo per la sua grande passione: la musica.

Le sue parole hanno colpito tutti. Nel discorso dice: “La musica non è solo un linguaggio ma è una forma di trascendenza“. È vero, la musica è l’unica in grado di contaminare, di abbattere le barriere, di far assorbire culture e tradizioni, in maniera delicata, composta, educata. Nel messaggio sottolinea un altro aspetto importante. “La musica ci insegna la cosa più importante: ad ascoltare e ascoltarci. Un musicista non è chi suona più forte ma chi ascolta più l’altro, e, da lì, i problemi diventano opportunità”.

Di quanto la musica sia energia te ne accorgi passeggiando per Roma quando quotidianamente artisti di strada radunano folle in piazza Trilussa o davanti a Castel Sant’Angelo. Respiri aria di bellezza quando Piazza del Popolo è colma di giovani che per ore aspettano i loro idoli per il Wind Summer Festival e si scatenano quando il loro beniamino si esibisce in un unico brano. Assapori la gioia andando ai concerti, quando migliaia di individui cantano le stesse parole vivendo ognuno di loro una storia che non ci è dato sapere. Ti emozioni quando vedi le loro lacrime scendere su quel brano che tu distrattamente ascolti in macchina mentre vai ogni mattina al lavoro.

La musica ti sconvolge quando all’improvviso arriva un brivido che sigillerà per tutta la vita un attimo che a breve diventerà un ricordo indelebile. La musica è l’unico linguaggio che ad oggi può tornare a farci dialogare. Nell’era dei social in cui non ci interessa conoscere ma solo dire la nostra, la musica è un collante che può riportare bellezza, abbattere le barriere, può essere un’arma di pace. Un’arma ricca di messaggi o semplicemente un momento di condivisione. La musica è un’opportunità, una via per tornare ad essere umani e per rieducarci ad un linguaggio di costruzione.

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