Bene le “valutazioni tecniche”, ma “questo tema deve avere la priorità assoluta”. Luigi Di Maio, che in giornata era tornato a rilanciare l’idea di abolire le pensioni d’oro, risponde così a Giovanni Tria sull’entrata in vigore del reddito di cittadinanza. Lo scambio è cominciato il 21 giugno: “Ho detto entro il 2018” per il reddito di cittadinanza anche se prima “voglio rimettere in sesto i centri per l’impiego”, aveva annunciato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico al congresso della Uil.

La replica del ministro dell’Economia era arrivata 24 ore dopo: “Non so a cosa si riferiva” Di Maio “ma nelle mie discussioni con il ministro non si è mai entrati in questo dettaglio e non mi è stata mai espressa questa idea”, aveva detto Tria il 22 giugno dal Lussemburgo a chi gli chiedeva se l’auspicio del vicepresidente del Consiglio sia realizzabile o meno. “Per il 2018, essenzialmente – aveva continuato – i giochi ormai sono quasi fatti, quindi ci muoveremo soprattutto, e dovremo farlo in modo molto rapido, con interventi di riforma strutturale che non hanno costi ma sono importantissimi, per esempio per far decollare gli investimenti pubblici“. “Per il 2018 – aveva aggiunto – il profilo di finanza pubblica, cioè gli aggregati di finanza pubblica, verranno mantenuti. Non c’è nessuna discussione“.

Una posizione condivisa anche dal viceministro dell’Economia, Laura Castelli, che in un’intervista a La Stampa spiega: “Il reddito di cittadinanza è possibile realizzarlo nel corso del 2019. Prossimamente avremo più chiaro esattamente in quale periodo dell’anno, ma partirà l’anno prossimo“. In merito alla difficoltà di inserire la misura nella legge di Stabilità, “ci sono molti modi normativi per far partire il reddito di cittadinanza nel 2019”, osserva Castelli. “Il ministro Tria ha ragione: ormai per quest’anno non c’è più spazio per interventi. C’è però la volontà di proseguire nella programmazione pluriennale di quello che c’è nel contratto di governo”. Per il reddito “è necessaria la riforma dei centri per l’impiego. Su questo si partirà a brevissimo”, aggiunge concordando con Di Maio.

Oggi è arrivata la controreplica del vicepremier: “Ci sono valutazioni tecniche del ministro dell’Economia Tria e del viceministro Castelli comprensibili – ha detto Di Maio – penso anche, però, che siamo di fronte a una emergenza assoluta che richiede una risposta subito. Per questo in accordo con il presidente del Consiglio ho convocato un tavolo sul tema già dalla prossima settimana. Questo tema deve avere la priorità assoluta”. “Non possiamo accettare che ci siano bambini in povertà assoluta, cioè che non hanno da mangiare, e non fare nulla. Alle famiglie che versano in queste condizioni, ai padri e alle madri che non sanno come portare un piatto in tavola va data una risposta subito”, ha spiegato il ministro.