L’avvocato Vaglio (indagato) insieme alla sindaca Virginia Raggi al convegno su diffamazione a mezzo stampa e dintorni? L’ordine dei giornalisti fa una mezza marcia indietro.
Il corso deontologico per giornalisti con la sindaca di Roma, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il presidente 5S dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito, e il presidente dell’ordine degli avvocati di Roma, Mauro Vaglio – già candidato M5s al Senato e oggi indagato nell’inchiesta sullo stadio della Roma – viene ridimensionato dopo le polemiche: l’evento resta, l’occasione “formativa” salta. L’ordine dei giornalisti, ente referente dell’evento di 3 ore che avrebbe portato 5 crediti formativi deontologici ai cronisti presenti, fa sapere che l’evento di lunedì prossimo si farà. Ma che il Comitato Esecutivo del Consiglio nazionale “ha deciso, per motivi di opportunità, di revocare l’attribuzione di crediti formativi”. Il tutto dopo la polemica sulla presenza dei politici capitolini. Polemica in realtà in parte ingiustificata, visto che l’indicazione di Raggi, Vaglio, e Bonafede tra gli “insegnanti” del corso si è rivelata fasulla, almeno confrontando la locandina dell’ordine dei giornalisti con quella diffusa dagli avvocati. Ma ormai il caso era scoppiato, e l’ordine è corso ai ripari.

“La formazione professionale continua è un obbligo di legge e anche una importante opportunità che va salvaguardata tenendola al riparo da qualunque polemica”, si legge nella nota inviata oggi agli iscritti al corso per comunicare il cambio di programma. ”L’esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, su proposta del presidente Carlo Verna – che contattato da ilfattoquotidiano.it non ha voluto ulteriormente commentare –  ha rimandato in relazione al convegno in programma a Roma presso la Corte di Cassazione organizzato unitamente all’Ordine degli avvocati della Capitale” da un lato conferma “la partecipazione all’iniziativa”, revocando però “l’attribuzione di crediti formativi”.

Tanto che oggi il corso è stato cancellato da Sigef, la piattaforma on line per la formazione dei cronisti. L’occasione resta “un convegno di grande rilievo”, scrive ancora l’odg, “che al di là dei saluti e delle partecipazioni istituzionali, metterà a confronto chi si occupa delle questioni dell’informazione con magistrati, avvocati ed esperti della materia”. 

Il numero dei crediti formativi che i giornalisti devono maturare di triennio in triennio a decorrere dal 2014 – in base alla legge 148/2011 che obbliga tutti gli iscritti agli Ordini professionali a seguire corsi di formazione – è pari a 60, di cui almeno 20 derivanti da attività formative aventi come oggetto la deontologia, con un numero minimo di crediti da maturare ogni anno pari a 15. Il corso “La diffamazione a mezzo stampa” di lunedì prossimo, organizzato – da tempo, spiegano dall’ordine dei giornalisti – in collaborazione con l’ordine degli avvocati, prevedeva inizialmente 5 crediti.